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MERANO. Azienda municipalizzata non ci sta a finire sul banco degli imputati con l’accusa di frenare il valzer dei traslochi che coinvolgono diverse scuole cittadine e che in questo modo complica l'attività didattica. Con la propria presenza nella sede di viale Europa, Asm in sostanza farebbe da tappo al ricongiungimento sotto un'unico tetto dei 700 studenti dell'istituto tecnico Marie Curie, le Fos.
Direttore Claudio Vitalini, tutti vi chiedono di lasciare l'ala ovest dell'ex hotel Emma, perché vi opponete?
«Non siamo noi che ci opponiamo, noi diciamo semplicemente che per trasferirci servono diversi milioni di euro di investimento, cifra che non abbiamo. Per costruire una nuova sede saremmo costretti ad aumentare le tariffe rifiuti e acqua. Non penso che i cittadini sarebbero contenti».
Cosa le risponderebbero, secondo lei, i cittadini?
«Che noi una sede già ce l'abbiamo e pertanto non serve spendere altri soldi per realizzarne una nuova».
La Provincia però spinge per passare quei locali all'istituto Curie.
«Se questo trasferimento deve avvenire in nome della razionalizzazione degli edifici scolastici, noi non ci opponiamo. Però qualcuno deve pensare che il trasloco costa».
Come si potrebbero recuperare quei quattrini?
«Le ipotesi al vaglio sono due: vendere la nostra sede e con quei soldi costruire la nuova oppure affittare la sede e con il canone coprire il mutuo necessario per finanziare i lavori».
Che fine ha fatto il progetto di costruire una sede assieme ad Ae e al cantiere comunale?
«Il progetto del 2007 è tutt’ora in piedi».
Direttore, mi scusi, sono passati quasi 5 anni invano?
«Il progetto nella prima versione per noi era impraticabile. Complessivamente servivano 20 milioni. Ora esiste una nuova versione con la quale per noi l'investimento si dimezzerebbe. Per ora è in corso una verifica sui costi che coinvolge il Comune e Ae, che dovrebbe gestire il progetto come capofila».
Quando si potrebbe partire?
« La scelta, le ripeto, non spetta a noi. Il Comune, che è socio unico di Asm, deve decidere se aprire il cantiere e con che soldi pagare la nuova sede. Prima di tre anni comunque non potremo di sicuro trasferirci. Posso capire che dietro a quest'operazione ci sia una strategia per spostare le attività in periferia o in zone produttive, lasciando il centro città alle scuole».
Che fine ha fatto l'idea di trasferire gli uffici nel nuovo centro servizi realizzato al posto della vecchia fabbrica Schreyoegg accanto all'uscita Mebo?
«Quei locali sono già stati presi in affitto da un'altra azienda e ora non sono più disponibili».
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