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BOLZANO. «Per coerenza giuridica e amministrativa». Così il sindaco Renzo Caramaschi ha spiegato la decisione di impugnare davanti al Tribunale amministrativo regionale la delibera con cui la giunta provinciale, nella riunione del 17 gennaio, ha annullato la concessione edilizia rilasciata dal Comune all’Aspiag per la realizzazione di un grande centro commerciale, in via Buozzi .
Alla votazione non hanno partecipato l’assessore verde Maria Laura Lorenzini in quanto - ha spiegato il sindaco - “contraria per principio ai centri commerciali”, e il vicesindaco nonché assessore all’Urbanistica Christoph Baur che si era già espresso in commissione urbanistica provinciale a favore dell’annullamento.
Su questa vicenda si sta consumando un duro scontro tra Provincia e Comune, oltre che all’interno della stessa giunta comunale. Tanto che Caramaschi ha ribadito più volte, durante la consueta conferenza stampa del lunedì, le ragioni dell’impugnazione: «Non vuol dire che se il sottoscritto e la giunta si sono espressi in questo modo vi sia un orientamento pro-Aspiag e pro centri commerciali. Semplicemente vogliamo mantenere la coerenza amministrativa. E cerchiamo di metterci al riparo da eventuali richieste risarcitorie da parte di Aspiag».
La delibera è stata adottata dopo aver sentito l’Avvocatura comunale che, anche ieri mattina, ha difeso con forza la correttezza dell’iter che, nel maggio del 2016, ha portato il commissario straordinario Michele Penta a rilasciare la concessione edilizia. Atto che secondo la Provincia invece conterrebbe gravi vizi.
La giunta a maggioranza ha quindi autorizzato l'impugnazione della delibera provinciale, “non ritenendo opportuno - si legge nella delibera del Comune - lasciar agire solo Aspiag: ciò sia per motivi di coerenza, sia perché viene annullato un atto del Comune, ed è pertanto interesse del Comune stesso, dimostrare la correttezza del proprio operato”. Mentre i legali dell’Aspiag preparano il ricorso, i lavori in via Buozzi vanno avanti.
«Ci hanno annullato - spiega Diego Andolfato, direttore sviluppo del gruppo - il cambio di destinazione d’uso da vendita al dettaglio di soli beni ingombranti a dettaglio senza limitazioni. Ma questo non significa che noi non possiamo andare avanti con i lavori. Del resto anche per il Twenty è stato così».


