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BOLZANO. «Altro che Benko: sarò io il primo tirolese a realizzare un megastore a Bolzano, con apertura garantita entro il 2015»: Paul Klotz, amministratore delegato di Aspiag, svela le sue carte e soprattutto annuncia di avere già iniziato i primi lavori preparatori e di sgombero dei locali per costruire il nuovo centro commerciale in via Buozzi, proprio accanto all’attuale Interspar e al McDonald’s. «Non ha senso aspettare, anche perché disponiamo già di una vecchia concessione edilizia che ci consente di costruire su una superficie di 50 mila metri quadrati su tre livelli. Il progetto prevede l’integrazione dell’Interspar, che già funziona molto bene, all’interno della nuova struttura».
La prima domanda che sorge spontanea, prima di addentrarsi nei dettagli del progetto (firmato dallo studio Atp di Innsbruck in collaborazione con l’architetto bolzanino Fabio Rossa), che assomiglia come concetto a quello dell’Europark di Salisburgo, è se Bolzano sia una piazza sufficientemente grande per ospitare, oltre agli 80 negozi di Podini al Twenty, e ai 120 di Aspiag in via Buozzi, anche gli oltre cento prospettati da Benko in via Alto Adige. «L’unica riflessione che posso fare riprendendo un vecchio adagio - commenta con un po’ di sano pragmatismo Klotz - è che “chi prima arriva meglio alloggia”. Noi partiamo adesso, chi arriverà dopo dovrà fare i conti con una situazione profondamente diversa dal punto di vista commerciale».
La zona e i ricorsi. Il nuovo centro commerciale di via Buozzi, che sorgerà nell’area dove attualmente caricano e scaricano la merce decine di tir (per i quali sarà costruito altrove un nuovo centro logistico), avrà una superficie complessiva di 5,4 ettari per una cubatura che potrebbe arrivare addirittura ad 1 milione di metri. Finora sono stati presentati otto ricorsi davanti al Tar di Bolzano che sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 24 luglio proprio sui 120 negozi ed i 65 mila metri quadrati di superficie sui quali si svilupperà lo shopping center. A rappresentare Aspiag sarà il legale pusterese Christof Baumgartner.
La concessione e il progetto. Il responsabile locale del progetto per conto di Aspiag srl è Diego Andolfato, uomo di fiducia dell’ad Paul Klotz, impegnato ieri a Padova per la realizzazione di un altro megastore (sarebbe il terzo). La concessione edilizia, come precisa in una nota Aspiag, è già stata rilasciata. «Prevede una superficie lorda di 50 mila metri quadrati su 3 livelli (più altri 15 mila per un eventuale ampliamento ndr). La superficie commerciale in senso stretto sarà di 35 mila metri quadrati, inclusi bar e ristorante». Nel progetto del megastore è previsto anche un “angolo” dedicato ai bambini in modo tale da consentire ai genitori di fare acquisti in tutta tranquillità. «Saranno messi complessivamente a disposizione - continua Klotz - 2.500 posti auto in parte in superficie e in parte interrati».
La progettazione è stata assegnata da tempo allo studio “Atp Architekten und Ingenieure” di Innsbruck, che sta lavorando assieme all’ingegner Andrei Florian e all’architetto bolzanino Fabio Rossa. Coinvolta, a pieno titolo, per il
know how anche la Ses (Spar Shopping Centers) che si muove sotto la regia di Marcus Wild, che vanta un’esperienza specifica per i megastore già realizzati in Austria e Slovenia. «Ma siamo attivi - precisa Klotz - anche in Ungheria, Repubblica Ceca e in tutto il Nord Italia. A Padova i modelli sono l’Ipercity e Le Brentelle».
La Spar Österreich ha come esempio di successo, invece, l’Europark di Salisburgo. «Lo stile - precisa Klotz - sarà proprio quello di Salisburgo». Quest’ultimo megastore è il più grande centro commerciale dell’Austria occidentale e ospita 130 fra negozi e ristoranti. «Bolzano non sarà peraltro una copia dell’Ovale di Salisburgo, questo è bene sottolinearlo».
Tempi e costi. L’amministratore delegato di Aspiag fissa i paletti tanto per i tempi quanto per i costi del nuovo megastore. «Abbiamo messo in preventivo circa due anni di lavori e investi menti per almeno 100 milioni di euro. Ma per quanto attiene i tempi potremmo anche fare meglio».
Per ora sono stati svuotati i primi magazzini. «È la fase preparatoria alla realizzazione del megastore vero e proprio. Ma ormai abbiamo iniziato ad investire tempo, personale ed energie. Siamo convinti di poter coesistere con chi, come Podini, ha già iniziato ad operare sulla piazza».
In una fase congiunturale negativa, anche in Alto Adige, con la disoccupazione che potrebbe “schizzare” al 6 per cento entro la fine dell’anno è importante ricordare anche l’offerta di lavoro legata al nuovo megastore. I posti saranno 559, un’enormità. Certo, bisognerà lavorare anche nei fine settimana, magari anche con contratti a termine, ma c’è da scommettere che saranno in molti a presentarsi ai colloqui.
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