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BOLZANO. L’assalto era atteso e l’assalto c’è stato. Al distributore di via Vittorio Veneto, come alle altre pompe Eni e Ip del capoluogo, le auto hanno cominciato a mettersi in fila di primo mattino di oggi, lunedì 28 settembre. Si avanzava verso la colonnina per fare il pieno, mentre le scorte scendevano rapidamente. Nel giro di poco tempo il carburante è finito.
Le cisterne delle compagnie sono arrivate a rifornire le stazioni di servizio e il via vai di automobilisti è proseguito. A richiamare tanti clienti è stato il calo dei listini: dopo la decisione di Eni di fissare un tetto massimo, questa mattina in diverse stazioni dell’Alto Adige il diesel risultava a 2,19 euro al litro e la benzina a 1,99 euro. Le app dedicate segnalano che le rilevazioni sono ancora in aggiornamento.
Per i distributori indipendenti, seguire quei prezzi è difficile. «Acquistiamo praticamente a prezzi pari a quelli a cui loro vendono al cliente finale», spiega Petra Laimer, presidente dei Liberi Distributori dell’Unione Commercio turismo servizi Alto Adige. Il tetto introdotto da Eni, osserva, ha effetti anche sulle loro attività, ma gli indipendenti non sono in grado di adeguarsi nella stessa misura.
Laimer indica nella disponibilità di raffinerie proprie il vantaggio competitivo di Eni. Si aspetta comunque che, nei prossimi giorni, «la situazione complessiva si regolerà da sé». (foto DLife/Alice Malvina)


