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BOLZANO. Approvata una decina di giorni fa dalla giunta comunale, da ieri è operativa la delibera che contiene il “Nuovo regolamento di organizzazione dell’Assb”. Uno dei primi provvedimenti adottati è la soppressione dell’Ufficio legale e la conseguente decadenza - il decreto porta la firma del direttore dell’Azienda Bruno Marcato - di Sabina Galletti dall’incarico di direttore che sarebbe scaduto nel 2017. La dirigente verrà destinata ad altro incarico sempre che la riorganizzazione dell’Azienda possa partire visto che, molto probabilmente, Galletti, che ha già una causa con l’Azienda per mobbing, impugnerà la delibera che ridisegna l’intero organigramma.
L’applicazione del Piano potrà creare malcontento e bisogna mettere in conto anche i ricorsi da parte di chi dovrà ricoprire nuove mansioni, ma c'è la volontà di andare avanti nella consapevolezza che, a sedici anni di distanza dalla costituzione, c'è la necessità di riorganizzare un'azienda, che garantisce i servizi che vanno dagli asili nido alle case di riposo, ha un budget di 80 milioni di euro, 975 dipendenti e altri 270 del cosiddetto terzo settore.
Assieme all’Ufficio legale sparisce la ripartizione Servizi amministrativi e viene creato l’ “Ufficio affari generali”; il coordinamento degli Uffici amministrativi va in capo alla direzione generale; l’Ufficio servizi a persone in situazione di handicap e disagio psichico passa alla ripartizione Case di riposo e viene ridenominata “Servizi residenziali e semiresidenziali”; vengono eliminate due cariche direttive “Servizi diurni e disagio psichico” e “Servizi residenziali”; cancellati gli uffici Villa Serena e Villa Armonia, viene creato l’Ufficio polo residenziale per anziani Villa Serena e Villa Armonia. La rivoluzione interna prevede una ricollocazione delle persone, ma nessuno ovviamente perderà il posto.
Obiettivo della riorganizzazione?
«Abbiamo assolutamente bisogno - ha spiegato solo pochi giorni fa l’assessore uscente Mauro Randi - di trovare sinergie all'interno dell'Azienda servizi sociali stessa e con il Comune: non possiamo permetterci doppioni che costano e finiscono per aumentare la burocrazia. Anche perché in prospettiva cresceranno i bisogni a fronte di un prevedibile calo delle risorse. Dobbiamo risparmiare sulla parte amministrativa, per offrire di più a livello di servizi ad una popolazione che sta sempre più invecchiando».
Prima dell’approvazione da parte della giunta, il Piano era stato sottoposto all’esame dei sindacati che, pur non entrando nel merito delle scelte, si erano detti d’accordo circa la necessità di riorganizzare l’Azienda. (a.m)
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