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BOLZANO. Carmelo Ierace, l’ex agente delle Assicurazioni Generali finito nei guai per un tentativo di estorsione messo in atto nei confronti di un cliente, ha iniziato a risarcire i danni provocati proprio ai suoi assicurati. Lo ha comunicato lo stesso indagato alla Procura della Repubblica che nel frattempo sta valutando la sua posizione anche in relazione ad una nuova possibile imputazione, quella cioè di truffa aggravata continuata. A presentare denuncia nei confronti dell’ex agente di assicurazione è stata la compagnia per la quale lavorava da anni, cioè le «Generali» che prospetta al magistrato inquirente di essere stata truffata. Secondo l’ufficio legale delle «Generali», Carmelo Ierace potrebbe aver «gonfiato» la valutazione dei danni individuati nelle pratiche dei clienti e questo allo scopo di trattenere una parte del risarcimento e nel contempo riuscire a soddisfare le richieste dell’assicurato.
Si tratta comunque di un’ipotesi che la Procura deve ancora valutare attentamente anche perchè qualora si potessero individuare valutazioni «gonfiate» dei danni si potrebbe arrivare anche al coinvolgimento dei periti utilizzati dalla compagnia. Ora, come detto, Carmelo Ierace ha iniziato a risarcire i danni subìti da alcuni clienti. Dopo il caso denunciato durante la trasmissione televisiva «Le Iene», Ierace venne interrogato dal sostituto procuratore Giancarlo Bramante. Alla presenza del suo avvocato difensore Paolo Fava, l’uomo non solo ammise l’episodio reso pubblico dalla trasmissione di «Italia 1» ma confessò anche di aver agito in maniera fraudolenta in occasione di sei o sette pratiche con cui sarebbe riuscito a mettersi in tasca somme ragguardevoli.
Come si ricorderà nel primo episodio Carmelo Ierace era accusato di aver chiesto al proprio assicurato il pagamento di una sorta di «pizzo» a fronte della liquidazione da parte della compagnia di assicurazione del danno accertato. Si trattava, per quel primo episodio, dei danni provocati in un’abitazione privata di Laion da infiltrazioni d’acqua. Ierace trovò la forza di chiedere all’assicurato il pagamento di una percentale dicendo che avrebbe dovuta girarla ad alcuni funzionari della compagnia per la liquidazione del danno. Per le «Generali» un evidente danno di immagine. (ma.be.)
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