BOLZANO. Il centro di accoglienza primaria per i migranti in transito sarà spostato dal binario 1A della stazione al Palazzo Provinciale 5 al civico 5 di via Raiffeisen. I lavori per il progetto Benko, infatti, costringono Volontarius a lasciare gli spazi allestiti per i profughi di passaggio. Dopo i colloqui con la Provincia, si è deciso di trasferire il servizio direttamente nell'edificio che ospita gli uffici amministrativi. A tutti i dipendenti del Palazzo è stata inviata una comunicazione interna per spiegare lo spostamento. Nei giorni scorsi al piano terra, in corrispondenza della mensa, erano cominciati i lavori. Alcuni operai avevano rimosso dei vecchi mobili suscitando la curiosità dei dipendenti. «Sappiamo che qualche dipendente si è preoccupato per questa situazione ma non si tratta di nulla di sensazionale» spiega il direttore della Ripartizione provinciale alle politiche sociali Luca Critelli. «Con i lavori di riqualificazione dell'area era necessario effettuare questo trasferimento e sapevamo di avere degli spazi a disposizione in quell'edificio. Così abbiamo deciso di traslocare il servizio».

Lo spostamento dovrebbe concretizzarsi in tempi brevi ed è la prima volta che i profughi vengono accolti al fianco degli uffici amministrativi provinciali. «Le due strutture rimarranno ben distinte - continua Critelli -e va detto che il servizio di accoglienza primaria non ha mai dato alcun problema». Gestito da Volontarius insieme ad un pool di associazioni il supporto al binario era stato istituito nel 2015 quando gli arrivi in stazione erano molto numerosi. Migranti che passavano da Bolzano per raggiungere Austria e Germania. Centinaia di persone da organizzare per permettere al servizio di trasporto ferroviario di procedere con regolarità e senza rischi. «Oggi la stretta sui controlli lungo la linea del Brennero ha abbassato notevolmente il numero di migranti in transito. Siamo ragionevolmente tra le dieci e le venti persone al giorno. Una media che non rappresenta un'emergenza».

Durante i primi arrivi uno dei problemi da affrontare nel prendersi cura di queste persone (tra loro anche molte donne con i bambini) fu la poca disponibilità a spostarsi dai binari. Per paura di essere identificati con conseguente automatica richiesta di asilo in Italia i migranti difficilmente accettavano di uscire dalla stazione. Anche solo per pochi metri. Oggi la situazione sembra essersi leggermente modificata. «Dipende dalle persone - spiegano i responsabili del servizio ma ci sono molti di loro che si fidano e sono disposti ad allontanarsi di poco. L’informazione sta funzionando». (a.c.)

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