MERANO. Continua a crescere il numero dei residenti nel Burgraviato che ricorrono all’assistenza economica garantita dal comprensorio senza però averne diritto.

Nei giorni scorsi, dagli uffici amministrativi della Comunità di valle sono state avviate venticinque nuove pratiche per il recupero forzoso di crediti vantati per indebiti aiuti a famiglie, che, a seguito di controllo delle rispettive domande, sono risultate non in possesso dei requisiti necessari. In gran parte si tratta di dichiarazioni rese in maniera scorretta o per errore, dimenticando di indicare alcune fonti di reddito, tipo la disoccupazione percepita o gli assegni familiari regionali o provinciali.

Si tratta in tutti i casi di procedimenti per il recupero forzoso dei quattrini indebitamente incassati, avviati dopo che il tentativo bonario attraverso una lettera di diffida da parte del Burgraviato ha avuto esito negativo, oppure solo parzialmente positivo.

In diversi casi infatti, stando alle informazioni fornite dal responsabile dei servizi sociali della Comunità di valle, coloro che hanno percepito i sostegni economici hanno restituito in prima istanza la sovvenzione dovuta, ma si sono guardati bene dal pagare anche la multa che fa seguito al controllo, multa prevista dalla legge in caso di false dichiarazioni annesse a domande di sovvenzione.

L’importo che il comprensorio intende recuperare a seguito di questa nuova ondata di recuperi forzosi ammonta a oltre trentamila euro, cifra che ora toccherà a Equitalia incassare.

Quello dell’assistenza economica di base per il Burgraviato è uno dei capitoli di spesa che crescono ogni anno come nessun altro e questo soprattutto a fronte del perseverare della crisi economica generale e delle sue ricadute su scala locale. Una crisi che negli anni recenti ha pesato in particolare sotto forma di posti di lavoro persi.

Dopo il passaggio delle competenze e dei contributi dall’Ipes al comprensorio del cosiddetto sussidio casa, ovvero l’integrazione garantita dal Burgraviato a quelle famiglie che da sole non riescono a coprire il canone di affitto sul libero mercato, il valore del capitolo di spesa per l’assistenza economica di base il prossimo anno salirà a quasi 14 milioni di euro, 13,77 per la precisione. Solamente il servizio di assistenza ai disabili raggiunge quote superiori, dovute in gran parte al costo del personale specializzato da sostenere.

Con l’intensificazione dei controlli sulle domande di contributo in questi ultimi anni sono cresciuti anche i casi di false dichiarazioni evidenziate e perseguite.

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