MERANO. Tutto da rifare per il servizio di assistenza domiciliare del Burgraviato. Nei giorni scorsi infatti il Tar, il Tribunale amministrativo regionale, ha accolto il ricorso presentato dalla associazione temporanea di imprese formata da Itaca di Pordenone, Assist e Agape di Bolzano. Le aziende, riunte in un’apposita associazione, avevano contestato al Burgraviato l'esito della gara d'appalto indetta a ottobre per rinnovare l'incarico dell’assistenza domiciliare, appunto, per i prossimi tre anni. Un appalto molto appetitoso: nove milioni di euro in ballo, seicento pazienti da assistere. Il Tar, dopo aver sospeso l'esito della gara in gennaio, ora ha emesso il dispositivo della sentenza che non lascia spazio a interpretazioni. I giudici «annullano i provvedimenti impugnati». A questo punto il comprensorio sarà costretto a indire una nuova gara e a riprendere in considerazione le offerte che verranno presentate.

Nel frattempo i servizi sociali hanno scelto, evidentemente (e comprensibilmente...) per non interrompere il fondamentale servizio d'assistenza, di continuare ad appoggiarsi alla Caritas, attribuendo dunque al sodalizio un incarico provvisorio che scadrà a fine maggio, ma che a questo punto dovrà essere prorogato di qualche altro mese.

La sorpresa. «Devo dire sinceramente - afferma Florian Prinoth, direttore dei servizi sociali del Burgraviato ma anche membro della commissione giudicante - che non mi aspettavo che Itaca presentasse ricorso, ma neppure che il Tar desse ragione ai ricorrenti. Per parte nostra dobbiamo attendere le motivazioni della sentenza e a quel punto decideremo come procedere».

I fatti risalgono allo scorso autunno. Il Burgraviato, in vista della scadenza a fine 2011 dell'appalto precedente, indice una nuova gara per assegnare l'assistenza domiciliare nei comuni del circondario per i prossimi tre anni. Due le offerte che arrivano: la prima è di Caritas in collaborazione con la Senioren und Familiendienste, la seconda dall'associazione di imprese formata da Itaca, Assist e Agape. La commissione tecnica, composta da Florian Prinoth, Margret Andreatt e Brigitte Waldner, esamina in prima istanza le offerte tecniche e qui nasce il problema. I commissari attribuiscono all'offerta di Itaca un punteggio tecnico di 39 punti, troppo poco rispetto ai 45 che erano stati fissati come soglia minima nel bando di gara. Particolarmente penalizzanti i punti attribuiti per la procedura di assegnazione del servizio (7 punti di Itaca contro i 14 di Caritas) e sul programma di coinvolgimento del volontariato (4 contro 10 punti).

A questo punto la commissione esclude Itaca dalla gara e apre la busta dell'offerta economica solamente di Caritas, assegnando la gara a quest'ultima per 2,972 milioni di euro, un importo appena sotto la soglia base del bando di gara. Itaca, Assist e Agape però non si danno per vinte e si appellano al Tar, ottenendo a gennaio dapprima la sospensiva del provvedimento di assegnazione, quindi l'annullamento dell' assegnazione e del verbale di esclusione della fase due del concorso. Ora ci vorranno almeno due mesi per bandire la nuova gara o correggerla secondo le motivazioni del Tar.

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