BOLZANO. «Non abbiamo il wi-fi, ma abbiamo il vino buono. Dopo due bicchieri navighi che è un piacere!» Stava scritto proprio così, sopra un grande cartello, posto sul radiatore di una jeep militare fotografata dagli alpini bolzanini all’89-esima adunata nazionale di Asti. Un particolare oltremodo rassicurante, questo, perché quella piemontese rischiava di essere la prima adunata di sempre senza vino e alcolici. Poi, a quattro giorni dal possibile disastro analcolico, il comitato astigiano per l’ordine e la sicurezza pubblica ha fatto marcia indietro, non approvando la temutissima ordinanza anti-rosso e così le penne nere hanno tirato un gran bel sospiro di sollievo. Comprese ovviamente quelle altoatesine, che ieri mattina, ad Asti, a partire dalle ore 11 e rotti hanno sfilato per tutta la cittadina. In circa cinquecento.

Notevole il successo riscosso ad Asti dagli altoatesini, per almeno tre motivi. Il primo è stata la Musikkapelle Marling, ossia la banda di Marlengo, che in costume tipico sudtirolese ha sfilato e ha tenuto pure un applauditissimo concerto della vigilia in una chiesa dell’astigiano. Applaudita e meritatamente anche la seconda gloria nostrana presente ad Asti, ossia il coro Castel Flavon. Il terzo merito lo racconta con orgoglio Sandro Repetto: «Sulla rivista L’Alpino, nel corso di un intervista a Nino Geronazzo, alla domanda su quale fosse stata l’adunata più significativa delle cinque da lui presiedute, ha risposto: tutte belle, ma Bolzano è stata tutta un’altra cosa, ha avuto un significato diverso».

Bel tempo, ieri ad Asti. Un figurone, quello fatto dagli altoatesini, soprattutto musicalmente parlando. Epperò è inutile negarlo - e gli alpini come si sa sono uomini trasparenti e come tali ammettono senza remora - qualcosa mancava. E questo qualcosa si può sintetizzare, come fa il presidente altoatesino Ferdinando Scafariello, in sole sei parole: «Sfilare con una nostra fanfara alpina». Di solito, al termine delle adunate, si guarda subito ai prossimi impegni, la Triveneta, le feste. Stavolta no, c’è se non un poco di magone, almeno un fortissima determinazione. «Senza non si può mica», chiosa Scafariello. Si farà di tutto per presentarsi con una nuova banda alpina già a Treviso 2017, ma poi si spera di esserci soprattutto a Trento 2018. L’adunata non è ancora stata assegnata, ma i bolzanini ci sperano tanto. «Non so se avrò incarichi al riguardo», dice Repetto, «ma ci si muoverà, pescando nel bacino della Mascagni, dell’Istituto musicale. Sono fiducioso».

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