Bolzano. I vigili del fuoco hanno trovato i resti di una o più bottiglie molotov: l’incendio, scoppiato, alle 3.20 della notte tra venerdì e sabato, a “Villa Rosa” in via Cadorna, è di origine dolosa. Questa è l’unica certezza. «Stiamo indagando», dicono in Questura. Nulla di più: gli accertamenti sono appena iniziati.

Ad essere stata presa di mira la bella palazzina giallo ocra con i poggioli in legno dei primi del ’900. Da una parte guarda su via Cadorna (è al civico 13); dall’altra si affaccia sulle passeggiate del Talvera (all’altezza del campo di baseball, ndr): ci abitano quattro famiglie bolzanine (non diamo le generalità per ragioni di sicurezza, ndr). In casa, in quel momento, c’erano una decina di persone appartenenti di fatto alla stessa famiglia - tra adulti e bambini - che hanno rischiato grosso.

Svegliati nel sonno

Stavano dormendo e nessuno si è accorto delle fiamme che dal balcone in legno del secondo piano si sono rapidamente estese al balcone del piano superiore. Si sono salvate grazie ad una persona che in quel momento stava passando sulle passeggiate. Ha visto i due poggioli avvolti dalle fiamme; ha sentito il rumore dei vetri delle finestre che andavano in frantumi e ha dato l’allarme.

Per arrivare da viale Druso in via Cadorna i mezzi dei vigili del fuoco ci impiegano qualche minuto: pochi ma comunque troppi vista la velocità con cui le fiamme si stavano sviluppando. E allora è corso all’ingresso della palazzina e ha suonato i campanelli. Buttati giù dal letto nel cuore della notte, adulti e bambini sono corsi in strada. Tutti illesi ma sotto shock, perché si sono trovati all’improvviso catapultati in un incubo.

Nel frattempo sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco, le ambulanze e una pattuglia della Volante.

I pompieri hanno impiegato circa un’ora a spegnere l’incendio, evitando che le fiamme dalla facciata potessero estendersi all’interno degli appartamenti.

Solo quando si è riusciti a domare l’incendio, i pompieri hanno capito che quel rogo non era stato causato da una sigaretta lasciata accidentalmente sul poggiolo in legno e neppure da una candela accesa per una cena al chiaro di luna.

In mezzo a pezzi di legno ancora fumanti hanno trovato frammenti di vetro di una o più bottiglie incendiarie, lanciate da sotto, e in particolare dal sentiero sterrato che divide “Villa Rosa” dagli impianti sportivi.

Di giorno, c’è un continuo viavai di persone in bici e a piedi. Da lì infatti si sbuca poi direttamente in via Cadorna.

Le indagini

Ieri mattina, a Villa Rosa, è arrivato il capo della squadra Mobile Giuseppe Tricarico. Dopo un primo sopralluogo effettuato da una pattuglia della Volante, ha voluto andare sul posto per vedere, ma soprattutto per parlare con le famiglie che abitano da sempre nella bella palazzina di via Cadorna. E capire cosa ci possa essere dietro un gesto che poteva avere conseguenze drammatiche.

Chi vive lì dice di non aver mai ricevuto minacce; nessun sospetto che possa aiutare gli investigatori in un’indagine che si annuncia difficile. Proprio perché le vittime sono persone normali.

Tra le ipotesi che, in queste ore gli uomini della Mobile stanno prendendo in considerazione, c’è anche quella che si sia trattato di un errore di casa o di persona; oppure del gesto di qualche squilibrato che abbia colpito a caso. Senza rendersi conto che se quell’incendio non fosse stato spento immediatamente, grazie all’allarme dato da un passante, lì dentro ci poteva morire qualcuno.

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