BOLZANO. La novità in gergo si chiama “Speed check” e verrà presentata la settimana prossima alla commissione municipale alla mobilità, ma già i tecnici comunali hanno ricevuto mandato dall’assessore competente, Judith Kofler Peintner, di attivarsi: in viale Druso verranno installati i cosiddetti box rallentatori di velocità. Si tratta di speciali contenitori arancioni posti a lato della strada; al loro interno possono contenere un autovelox, che però dall’esterno non si vede. Quindi, nel dubbio, l’automobilista... rallenta. E velocità minore significa meno incidenti. Intanto, è entrata in servizio una seconda novità, questa in zona industriale: una telecamera installata per tenere sotto controllo un attraversamento pedonale pericoloso. È stata posizionata in via Einstein di fronte alla ditta Stuffer.

Viale Druso. Tecnicamente si chiamano box rallentatori di velocità. Non sono dei veri e propri autovelox, ma ne possono contenere uno al loro interno. «Fisicamente - spiega il comandante della municipale Sergio Ronchetti - si tratta di box arancioni che vengono posizionati al margine della carreggiata. Previa segnalazione, possono contenere una telecamera autovelox. Si tratta di un attrezzo che sta dando ottimi risultati in Trentino. Hanno un effetto reale, misurato da statistiche ben precise. Con la loro installazione si sortiscono due effetti: riduzione della velocità e diminuzione dell’incidentalità». Per ora si è a livello di studio di fattibilità, ma siccome questi box non hanno dei costi eccessivi, «in viale Druso ne verranno posizionati diversi», come chiarisce l’assessore Peintner. Superate le perplessità iniziali del ministero dei trasporti, ora i box sono diventati regolari. Come precisa Ronchetti, la scelta della via dipende dal fatto che «viale Druso in certi suoi tratti invita a correre. I rilevamenti dell’ufficio mobilità parlano chiaro: in determinati orari di minor passaggio, le velocità sono eccessive. Dobbiamo ricordare che si tratta di una via in pieno centro abitato. Anche trovandola libera non si deve pigiare sull’acceleratore».

Via Einstein. C’è prima un cartello con l’omino sulle zebre. Sotto c’è la specificazione: «Tratto sperimentale attraversamento videosorvegliato». Più oltre c’è un palo dell’illuminazione, con un altro cartello: area videosorvegliata. Sopra, sta la telecamera. Tiene d’occhio le zebre attraverso la trafficatissima via Einstein. Qui in tanti corrono; ma è impossibile mettere dei dossi rallenta traffico su un’arteria di questo genere. E allora, vista la proposta di una ditta privata, si è installata una telecamera. Sperimentale. Tranquilli, stavolta niente autovelox. Registra semplicemente i passaggi. Servirà per monitorare il comportamento degli automobilisti all’avvicinarsi dei pedoni alle strisce. Potrebbe servire nel malaugurato caso di un incidente, ma non per sanzionare. Servirà invece di certo come deterrente per chi corre: c’è la telecamera, comunque non ci si fiderà a correre. Dovesse funzionare, si potrebbe estendere ad altri attraversamenti pericolosi.

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