BOLZANO. Attirare l’attenzione nel bel mezzo di una tombola è un’impresa ardua in piazza Don Bosco 1, il civico dove ha sede l’Auser. Perciò decidiamo di aspettare la fine della partita. Passano i minuti. Finalmente esce il 62. «Tombola!» urla Giusi. È una delle 760 iscritte all’associazione altoatesina, fondata oltre 30 anni fa per favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società. «Qui ho trovato una seconda famiglia», racconta Giusi, evidentemente galvanizzata dalla vittoria, «Ogni giorno incontro queste signore (le indica, ndr), sono diventate le mie migliori amiche. Vengo da una dolorosa radioterapia. E loro mi hanno aiutato a uscirne più forte di prima».

Cosa fa l’associazione

L’Auser ha 1500 sedi in tutta Italia. 250 mila soci e decine di migliaia di volontari. Sono in 90 a coordinare il servizio locale. A garantire una serie di attività vitali per le persone della terza età. Il trasporto solidale, i giochi al circolo, l’assistenza nelle case di riposo e nei reparti di geriatria degli ospedali. «L’aiuto più gettonato è quello medico», sottolinea Anna Ferretti, coordinatrice dei volontari, «i nostri soci ci chiamano e ci dicono di cosa hanno bisogno: portiamo loro le ricette mediche a casa, li accompagniamo alle visite. E spesso facciamo anche da supporto psicologico nell’attesa degli esami del sangue». Il tutto è gratuito ovviamente. l’unico costo per i soci è il rinnovo della tessera: 18 euro per un anno.

In piazza Don Bosco, nella sede del centro Auser, almeno una decina di soci si alternano tra mattina e pomeriggio. Lunedì c’è il coro, con una maestra di canto. Martedì si svolgono delle attività di stimolazione cognitiva. Mercoledì è la giornata dedicata ai giochi da tavolo, mentre giovedì si affina la tecnica del disegno. «Ogni cosa che facciamo è appannaggio di qualsiasi nostro aderente, C’è chi ha problemi di vista, chi d’attenzione», prosegue Ferretti, «Ma ciò che conta è lo stare insieme. Le persone sono sempre più sole. E chi ci chiama è sempre più giovane. Non abbiamo più solo gente dagli 80 ai 93 anni, come in passato. Aiutiamo anche giovani donne in sedie a rotelle, uomini reduci da ictus. Da noi le porte sono sempre aperte».

Un’altra formula vincente è quella delle escursioni: ogni giovedì parte un pullman con una cinquantina di persone. Si tratta di gite brevi, in giornata, prevalentemente nelle vallate altoatesine.

I volontari

Se il numero di soci non accenna a diminuire, resta stabile quello dei volontari. «Ne abbiamo bisogno come il pane», interviene Orfeo Donatini, presidente dell’Auser, «Non serve un impegno quotidiano per tutto l’anno. Vanno bene anche un paio d’ore per accompagnare gli anziani. Sono gesti apparentemente piccoli, ma che hanno un grande significato. Tutta la provincia sta invecchiando in maniera pesante e la domanda per i servizi di domicilio, oltre a quelli informatici (lo Spid ad esempio, ndr), sta crescendo notevolmente».

Enrico Fazzi è uno dei volontari più presenti all’interno dell’associazione. Riusciamo a intercettarlo prima che salga sul furgoncino targato Auser: «Cosa mi spinge a continuare? Il sorriso di chi stai aiutando. È un regalo a cui non posso più fare a meno».