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BOLZANO. È stato il 2 giugno della sobria austerità, nel ricordo commosso e riconoscente dei deportati nei lager nazisti. Senza tartine, niente stuzzichini, men che meno portate luculliane. Soltanto acqua, succo e prosecco. Soprattutto, è stato il 67-esimo anniversario della repubblica italiana nel segno dei ragazzi delle superiori - italiani, tedeschi e ladini - preoccupati assai, data la crisi economica, per il loro futuro; ma anche speranzosi di poter migliorare la dura situazione contingente che attanaglia il nostro Paese.
Questo il succo della cerimonia tenutasi nella serata di ieri a palazzo Ducale. Il secondo 2 giugno del prefetto Valerio Valenti a Bolzano, l’ultimo da presidente di Luis Durnwalder.
Il commissario del governo Valenti ha aperto la serata con il saluto alle autorità convenute, passando poi quasi immediatamente alla lettura del messaggio del presidente Giorgio Napolitano, incentrato sulla sobrietà, sulla gravità del momento e la necessità di reagire.
Successivamente, il prefetto Valenti ha proceduto alla consegna del titolo onorifico di ufficiale al vicepresidente provinciale e regionale della Unione nazionale mutilati per servizio, Francesco Gualtieri. È seguita la consegna di quattro medaglie d’onore a quattro cittadini (o loro familiari) deportati e internati nei lager nazisti: Josef Brunner, Alfredo Schonhaut, Zefferino Ballista e Spartaco Piras.
Un momento particolare, all’interno delle celebrazioni 2013 per l’anniversario della repubblica, è stato riservato ai ragazzi delle consulte studentesche italiana, ladina e tedesca e ai giovani del Jugendring; assieme hanno illustrato le loro riflessioni sul tema “autonomia e repubblica”, presentando le loro proposte in materia di scuola, studio, lavoro e futuro.
Cinque i temi affrontati. Su giovani e lavoro si è chiesto alla politica di rispondere alla precarietà del lavoro, di dare risposte alla paura del futuro e di creare prospettive. Si è chiesto il riconoscimento di diplomi e titoli che i ragazzi acquisiscono all’estero. Importanti le nuove possibilità di tirocinio e la rivalutazione dei tirocini stessi. Servono inoltre misure contro la disoccupazione. Importante anche la consulenza mirata in tema di formazione e lavoro. Per quanto riguarda la formazione, centrale è che la Provincia assuma la competenza primaria (e non secondaria come vale oggi); è inoltre necessario rafforzare la compartecipazione. Ci vuole una formazione innovativa e serve un’istruzione attualizzata, da parte di docenti competenti e aggiornati; il tutto deve essere basato su progettualità ben precise. All’interno della scuola c’è inoltre bisogno di più sensibilizzazione sui temi prioritari come l’ambiente. Il cardine, comunque, è la scuola trilingue, fin dalla più tenera età. Nel rispetto delle diversità, ma unica e trilingue.
Parlando di volontariato, si è chiesta la de-burocratizzazione. Il volontariato dev’essere inoltre visto come opportunità extrascolastica. In tema di compartecipazione, urge abbassare l’età per l’elettorato attivo e passivo. Utile anche una maggiore compartecipazione a livello locale e regionale.
Servirebbe poi riconoscere e rafforzare il ruolo della scuola e delle associazioni. Indispensabile è sensibilizzare e formare alla consapevolezza. Infine, un convinto appello contro la ghettizzazione: «Si pratichi la vera integrazione».
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