BOLZANO. Sabato scorso presso l’Eurac di Bolzano la Convenzione sull’Alto Adige ha aperto le porte ai giovani. La differenza tra il metodo dell’Officina del futuro organizzata per giovani e l’Open space è che i gruppi di lavoro sono stati accompagnati da facilitatori. Ragazzi e ragazze hanno potuto presentare i loro temi per poi selezionare quelli da affrontare nei gruppi di lavoro mediante un sistema di punteggio. Il lavoro di gruppo si è svolto in tre fasi: nel primo passaggio i partecipanti hanno raccolto istanze critiche per poi aprire l’orizzonte per raccogliere, in una seconda fase, nuove idee e suggerimenti. Nella fase esecutiva finale, le idee e le proposte sono state rese concrete ed ulteriormente elaborate, per giungere infine ad una raccolta di temi, con varie proposte ed opzioni di sviluppo. Roland Tinkhauser, in rappresentanza della presidenza del consiglio provinciale, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei giovani nella riforma dello Statuto di Autonomia: «In questo processo ne va del futuro dell’Alto Adige. La voce dei giovani dovrebbe quindi essere sentita in particolar modo. Chiunque abbia raggiunto i 16 anni di età potrà iscriversi al forum dei 100».

I giovani hanno risposto con entusiasmo alla raccolta dei temi e in molti hanno preso la parola. Sono stati raccolti 27 temi, 14 dei quali sono stati scelti per essere approfonditi in altrettanti gruppi di lavoro: grazia agli attivisti dell’Alto Adige, convivenza pacifica tra i gruppi linguistici dell’Alto Adige, mantenimento della proporzionale, democrazia diretta e partecipazione, diritto all’insegnamento nella propria lingua madre, autodeterminazione, autonomia nello sport altoatesino, Euroregione Tirolo, passaporto europeo, miglioramento del sistema scolastico, giovani nella politica attiva, toponomastica, autonomia integrale, mobilità, integrazione, rafforzamento delle organizzazioni giovanili in Alto Adige. Meno sentiti e per questo non affrontati nei gruppi di lavoro i seguenti temi: maggiori competenze per l’Alto Adige, mantenimento del bi- e trilinguismo in Alto Adige, un’unica ripartizione cultura ed un’unica intendenza scolastica per tutti i gruppi linguistici, autonomia fiscale per l’Alto Adige, diritto di voto a 16 anni, Alto Adige nell’Unione Europea».