BOLZANO. Più di qualcuno pensava fossero solo chiacchiere da bar, ma a smentirli è arrivata una nota ufficiale, pubblicata sul sito del ministero dei trasporti ieri alle 16, dal titolo inequivocabile: "Autovelox, arriva la stretta contro le multe selvagge". E a seguire l'annuncio: oggi verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina le modalità di collocazione e uso degli autovelox.

«Mera campagna elettorale a pochi giorni dalle Europee», commenta caustico Stefano Fattor, assessore alla mobilità di Bolzano, tutt'altro che l'unico Comune altoatesino che ora verrà colpito. Perché da oggi niente più controlli automatici sulla velocità sotto i 50 all'ora. Tolta la Zona e l'Arginale, si rischia il far west.

Ma non andrà meglio in molti altri Comuni, dove, come chiarisce il presidente del Consorzio dei Comuni altoatesini, Andreas Schatzer, «una gran parte nel centro abitato ha introdotto i 40 all'ora, in diversi casi addirittura i 30 all'ora. Un bel problema, se il decreto confermerà, perché gli speed check box sono l'unico sistema che abbiamo oggi per monitorare la velocità e garantire il rispetto delle regole». «Il provvedimento, fortemente voluto dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, mette al primo posto la tutela della sicurezza della circolazione, ponendo regole certe sul posizionamento dei dispositivi e sulle sanzioni». Questa la cornice ministeriale.

«Aspettiamo di leggere la versione definitiva», così Fattor. «Forse riusciremo a salvare gli speed check nei pressi delle scuole». Ma si teme di dover rinunciare a 14 dei 16 box attualmente installati, mentre altri, in procinto di essere montati, rimangono imballati nei magazzini dell'azienda bolognese che li ha prodotti su commissione del municipio.

Nessun commento dal comando della Municipale, ma è noto che nell'ambiente delle forze dell'ordine che eseguono i controlli alla viabilità, questo provvedimento sia visto da più parti, per usare un eufemismo, come contraddittorio: se i limiti esistono e sono congrui, o li si rispetta o non li si rispetta, non è questione di fare cassa o di sanzioni selvagge. Le multe o sono illegittime o sono legittime. E ogni mezzo tecnico atto a controllare gli utenti della strada è lecito, come d'altronde avviene nel resto d'Europa, a maggior ragione nei paesi tedescofoni. A Bolzano città un modo per bypassare la nuova regolamentazione sarebbe quello di riportare il limite a 50 km/h, ma ciò vanificherebbe il concetto per così dire "culturale" del limite a 40.

«Per me è importantissima la sicurezza sulle nostre strade. Oggi purtroppo ci sono troppe situazioni pericolose, anche perché in certi tratti si corre tantissimo», commenta l'assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider. Il quale spiega in dettaglio: «Tra le novità sostanziali ci sono l'autorizzazione, la segnaletica e i limiti». I Comuni dovranno chiedere al prefetto il nulla osta per l'installazione di autovelox, dimostrando che la misura servirà a limitare gli incidenti dovuti alla velocità. Anche i dispositivi mobili, montati su treppiedi, utilizzati principalmente dalla Polizia locale, andranno coordinati con la prefettura; gli autovelox dovranno essere segnalati in anticipo: 1000 metri sulle strade extraurbane, 200 sulle strade urbane a scorrimento veloce e 75 sulle altre strade; in città stop agli autovelox sotto i 50 km/h. Fuori dall'abitato potranno essere installati dove il limite è inferiore di oltre 20 km/h a quello previsto dal Codice della strada.

Come Provincia, spiega Alfreider, «abbiamo già verificato le nostre situazioni esistenti. Per tante non cambia niente e possono rimanere». Ma, tiene a sottolineare, «noi vorremmo cercare di continuare il lavoro avviato insieme a tanti Comuni, al Commissariato del Governo e alle forze dell'ordine, per mettere un freno ai tanti rally e corse sui passi altoatesini e continuare a far rispettare i limiti stradali previsti dal Codice della strada».

Per quanto riguarda i passi o le strade fuori dai centri abitati, conclude, «cambierà che i controlli potranno essere fatti in tratti con i 70 km/h di limite e non più per i 60 km/h».