BOLZANO. In autunno cascano le foglie e si nascondono i colori dell’estate. Qualche metro più a terra diversi animali, anche alle nostre latitudini, cercano un giaciglio per addormentarsi fino ai primi raggi primaverili. Nel letargo, come noto, mammiferi e animali a sangue freddo affrontano le temperature rigide riducendo al minimo le funzioni vitali: dal battito cardiaco alla respirazione.
I primi che vengono in mente, se non altro per ragioni proverbiali, sono i ghiri ben accompagnati dai ricci: di fatto tra le primissime specie a ritirarsi.
Le due specie si assomigliano anche nel modo di lasciarsi andare nel sonno profondo rinchiusi come sono nella loro tana e arrotolati su se stessi.
Il ghiro utilizza la sua coda come una coperta e può rimanere assorto nei suoi pensieri onirici fino a sei mesi.
Il riccio, invece, tende ad avere un periodo di riposo più breve e si nasconde pure negli anfratti cittadini.
Curioso il caso dello scoiattolo che per tutto l’inverno si rinchiude in tana uscendo una volta al giorno esce per fare rifornimento di cibo.
In quanti, invece, sapevano che pure le formiche si abbandonano al riposo invernale?
Il grande lavorio delle stagioni calde di questo infaticabile insetto è finalizzato anche all’immagazzinamento di risorse per affrontare l’inverno ben riparate nel formicaio.
Lo stesso dicasi, ma qui è più intuibile, per le vipere o le bisce.
Gli animali a sangue freddo, infatti, sono quasi tutti inclini al letargo, comprese le tartarughe domestiche.
Molto dipende, in questo caso, dalla specie di tartaruga quindi è sempre bene chiedere al negoziante o al veterinario come comportarsi secondo i casi.
Tra chi opta per il letargo, poi, troviamo pure le chiocciole, i pipistrelli e i roditori vari. Molti volatili, al contrario, invece di barricarsi nella propria casa la spostano direttamente in un luogo caldo migrando.
E’ il caso, per esempio, dell’airone sul Talvera diventato ormai un simbolo della città nell’attesa che torni a farsi ammirare.
Tra chi cade nel sonno invernale, infine, non si può non citare l’orso bruno che si nasconde nei boschi in modo certosino.
I cacciatori, in questi mesi, possono muoversi senza il rischio di incrociare pericolose mamme a difesa dei cuccioli.
I fucili della caccia, quelli no, in inverno non smettono mai di far rumore.
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