BOLZANO. Parte oggi, 27 aprile 2012, alle ore 20 in Sala Michelangeli del Conservatorio di Bolzano, un nuovo ciclo di concerti ideato dai docenti di musica da camera del «Monteverdi» sotto il titolo, un po’ insolito, «Novecenti a Est e a Ovest - Altri confini». Come prima proposta le due Sonate di Prokof’ev per violino e pianoforte eseguite da Manuela Matis al violino e Filippo Faes al pianoforte. Entrata libera.

Un titolo che, preferendo il plurale «Novecenti», si rifiuta di incasellare tutte le varie sfumature delle avanguardie musicali novecentesche sotto un unico denominatore e che focalizza lo sguardo sulle grandi capitali musicali a est e a ovest: Parigi, Praga, Mosca. L’occasione ne è Debussy e la sua ricorrenza importante (150 anni dalla nascita) nel 2012. Debussy come origine di tanti percorsi della musica del Novecento, dopo aver operato il drastico rifiuto del wagnerismo. Partendo dalla Parigi di Debussy il ciclo butterà poi lo sguardo, incrociando Praga, città di confine per definizione, a Mosca. Altri confini geografici, quindi, rispetto ai mondi culturali italiano e tedesco, altri confini nello sviluppo dei linguaggi, altri confini aperti anche alla musica d’uso, nella ricerca dei sempre superabili confini dell’espressione umana.

Si tratta, quella proposta dagli ideatori del ciclo Alessandro Tenaglia e Manuela Matis, di una panoramica sghemba del Novecento storico per indagare alcuni percorsi importanti della contaminazione tra i generi musicali. Dopo il concerto odierno, il ciclo prosegue poi il 2 e il 30 maggio per concludersi il 6 giugno 2012. La Sonata per violino e pianoforte n. 1 in fa minore op. 80 di Prokof’ev fu scrittanegli anni 1938-1946 e fu, di fatto, completata due anni dopo la Sonata n. 2, originariamente scritta per pianoforte e flauto. Visti anche gli anni in cui fu composta, sia tratta di una della opere più cupe del compositore. La Sonata in Re maggiore n. 2 op. 94a si basa sulla Sonata per flauto composta nel 1942 e trascritta per violino nel 1943, anno in cui Prokof’ev visse a Perm nel mezzo degli Urali in un rifugio per artistici sovietici durante la seconda guerra mondiale.

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