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BOLZANO. Le licenze di decine di sale giochi altoatesine scadono oggi. E dal primo gennaio saranno carta straccia. Ad assicurarlo, ieri mattina, è stata Martha Stocker, assessore provinciale che da mesi sta conducendo una battaglia durissima a tutela di centinaia di ludopatici, che hanno trascinato le rispettive famiglie nel baratro. I gestori, che nelle scorse settimane avevano preannunciato una raffica di ricorsi al Tar per tutelare le loro ragioni, si sono detti peraltro pronti a sfidare la Provincia. «Terrò aperto - assicura l’imprenditore Michele Galasso, titolare di Suite 124 in viale Europa - perché ho in mano una concessione governativa pluriennale. La Provincia mi ha rilasciato, questo è vero, una licenza che scade il 31 dicembre 2015, ma non può pretendere che il mio esercizio vada a scadenza come il latte. Questo braccio di ferro servirà a capire, se non altro, chi comanda. Per ora non ho presentato ricorsi perché non ho in mano provvedimenti da impugnare. Ho dato comunque mandato al mio legale, Alberto Gallippi, di tutelare le mie ragioni nelle sedi opportune».
La linea dura della Provincia. Martha Stocker, che da mesi sta resistendo alle pressioni della (potente) lobby delle sale giochi, non intende fare marcia indietro. Neanche di un millimetro. «C’è una legge provinciale in vigore - spiega con grande pacatezza - e va rispettata. Pertanto chi ha in mano una licenza con scadenza 31 dicembre e possiede un esercizio in un raggio di 300 metri dai luoghi sensibili farebbe bene a mettersi il cuore in pace. E a non creare false illusioni, anche ai suoi dipendenti».
I gestori sono curiosi di capire chi farà rispettare le regole.
«Non ci sono dubbi a riguardo», prosegue Martha Stocker. «Il compito toccherà ai vigili urbani dei singoli Comuni, proprio come è accaduto con le slot machine». In buona sostanza prima arriveranno le multe e, probabilmente, dopo tre sanzioni potrà anche essere chiuso il locale.
I futuri scenari. L’assessore Martha Stocker ammette inoltre di aver incaricato un ufficio della ripartizione sanità di elaborare una misura “ad hoc”, in grado di arginare anche i totem. «Pensavo che l’iter fosse più veloce, ma il nostro obiettivo non cambia. Oltre a non prorogare le vecchie licenze porremo ulteriori limiti per il futuro per arginare il fenomeno totem. Ho incaricato la ripartizione sanità di elaborare un provvedimento mirato perché devono comunque avere la precedenza gli aspetti socio-sanitari del problema. E non quelli economici. Noi dobbiamo agire a tutela dei malati di gioco e delle loro famiglie, che pagano dazio per anni».
Controlli da metà gennaio. La polizia municipale, almeno per i primi giorni, userà la linea morbida. Darà modo ai gestori delle sale gioco di adeguarsi alle disposizioni contenute nella legge provinciale. Poi, probabilmente da metà gennaio, interverrà con una serie di controlli per capire chi rispetta le regole e chi non se ne cura. Accadrà, verosimilmente, tutto ciò che è accaduto con le slot. E a salvarsi saranno solo i tabacchini, le cui licenze sono statali.
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