BADIA. «L’intervento in progetto, se ritenuto conforme ed idoneamente autorizzato dall’Amministrazione provinciale, non potrà subire limitazioni per la mera contrarietà all’installazione di alcuni cittadini» Da qualche tempo, a Badia ed a Pedraces è diventata di dominio pubblico una lettera del procuratore trentino di Vodafone indirizzata al Comune di Badia in cui si legge la frase riportata in apertura che, naturalmente, ha fatto molto arrabbiare i responsabili del comitato spontaneo sorto ormai dall’estate scorsa per evitare che la località Pantansarè, direttamente a ridosso del centro abitato da cui dista in linea d’aria appena un centinaio di metri, diventi sede di un altro antennone telefonico oltre a quelli già esistenti al Col Alto ed a Sponata. In risposta alla missiva, che sostiene anche come la collocazione dell’antenna sia esterna agli insediamenti abitativi e che quindi le competenze siano esclusivamente provinciali, gli animatori del comitato spontaneo rispondono: «Innanzitutto non si tratta della contrarietà di ”alcuni” cittadini bensì quella di un intero paese, per non dire comune, che è possibile testimoniare, come siamo intenzionati a fare, con le firme dei nostri residenti mentre - proseguono ancora i portavoce del comitato - è tendenziosa anche la giustificazione che colloca la nuova antenna di Pantansarè fuori dalla cerchia del centro abitato. Essere fra gli alberi al limitare di un bosco da noi non significa essere fuori dal centro abitato, visto che le prime case sono a soli due passi da quel punto ed il centro dista appena cento metri o forse meno in linea d’aria. Secondo queste considerazioni in città i signori potrebbero costruire antenne nei parchi, visto che ci sono gli alberi a dividerle dalle case, ma non è così. Per noi quei luoghi sono i parchi dei nostri figli ed è anche per loro che ci preoccupiamo e che lotteremo con ogni mezzo possibile». Il comitato spontaneo non si limita però ad avercela solo con le lobby telefoniche.
Anche la politica comunale e quella provinciale in particolare, sono nel mirino: «Chiediamo che sia il comune sia la Provincia autonoma intervengano e blocchino questo iter per una antenna che non migliora il servizio e che la gente non vuole. Le elezioni sono vicine ed anche i politici, soprattutto la Svp, dovranno dimostrare di avere a cuore la salute e gli interessi degli elettori che, ne siamo sicuri, stavolta dimostreranno di avere buona memoria».
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