BADIA. Ennesimo sopralluogo, l'altro giorno, nella zona della frana del dicembre scorso a Badia: tecnici dei Bacini montani e geologi della Provincia, insieme alla protezione civile e alla presenza del sindaco, hanno fatto il punto della situazione e dei vari lavori che sono ripresi. Raggiunto l'accordo con i vari proprietari terrieri interessati, che hanno convenuto sul fatto che tutta la zona della frana sarà ripianata - parte diventerà prato e pascolo, il resto bosco - s'è deciso di procedere, grazie alle buone condizioni del tempo, con la realizzazione delle strade provvisorie di collegamento tra le varie frazioni. Si sta inoltre ripristinando il letto del torrente Gadera, che era stato modificato per convogliare le acque e parte del materiale franato, poi si continuerà con la costruzione del ponte per la frazione Adang e infine continua il lavoro per realizzare un grande canale, a monte della frana, in cui verranno convogliate tutte le acque.

Preso atto, con soddisfazione generale, che la frana (sempre costantemente monitorata) continua a restare ferma - dal 2 gennaio s'è spostata di qualche centimetro soltanto - è iniziata anche la fase di sgombero e demolizione delle tre case e del maso su cui s'era abbattuto il movimento franoso. Una delle abitazioni è quella del sindaco Giacomo “Iaco” Frenademetz, che ha trascorso diverse ore nei pressi del cantiere dove operano uomini e mezzi.

«Sto seguendo con commozione l'opera di sgombero dei detriti e di ciò che è rimasto di quella che era la mia casa. Ne ho approfittato per vedere se trovavo qualcosa di caro: sono riuscito a recuperare un vecchio quadro e qualche oggetto cui ero affezionato... Certo è che si soffre molto nel vedere la tua ex abitazione ridotta in queste condizioni. Ma continuo a ringraziare Dio per il fatto che nessuno ha avuto conseguenze fisiche da quello che è stato un vero e proprio disastro per la comunità di Badia».

Lo stesso sindaco intanto, nei pressi di San Leonardo, ha iniziato a costruire la nuova abitazione. Avute le varie concessioni necessarie, in questi giorni sono state gettate le fondamenta di due nuovi edifici: quello che accoglierà la famiglia di Frenadementz e, accanto, quello per uno dei due figli. L'altra abitazione del secondo figlio - oltre a quella del proprietario del maso che era stato distrutto dalla frana - verrà costruita a 500 metri di distanza, sempre a San Leonardo. In questo secondo caso ci sono ancora da sbrogliare alcune pratiche burocratiche e quindi, ottenuta la licenza di costruire, la strada dovrebbe risultare tutta in discesa.

La normalità a Badia sta dunque, lentamente ma costantemente, tornando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA