MERANO. «In questi giorni il sindaco Paul Rösch l'ho osservato per bene, è diventato ostaggio dei partiti, altro che metterli all'angolo, e soprattutto della Svp. Il suo obiettivo sembra essere diventato quello di distruggere i Verdi, il partito che lo ha portato al governo della città». A parlare non è uno qualunque, ma l'ex vicesindaco di Merano, l'avvocato Giorgio Balzarini, quasi irriconoscibile con la barba folta che ha preso il posto di un volto rasato.

Avvocato Balzarini le sue sono affermazioni forti, forse eccessive non crede?

«Le pronuncio a ragion veduta. Il sindaco Paul Rösch sta eseguendo gli ordini della Svp. Si impegna per il secondo lotto del tunnel, per realizzare il garage in caverna. Per l'innalzamento dell'hotel delle Terme calpesta addirittura il voto unanime contrario del consiglio comunale».

Progetti già avviati potrebbe risponderle qualcuno.

«Nei primi cento giorni il lavoro principale di Rösch è stato quello di rinnegare le promesse elettorali fatte dai Verdi in primavera».

I Verdi però non la pensano così.

«È così sicuro? Basta guardare i mal di pancia che hanno colpito la consigliera Cristina Kury. A forza di mandar giù bocconi amari potrebbe avvelenarsi. E poi ci dimentichiamo delle prime dimissioni?».

Lei pensa a Kurt Duschek?

«Esatto. È il primo ad aver abbandonato il gruppo consiliare dei Verdi in quanto non concorda con le singolari regole di trasparenza e democrazia introdotte dal sindaco. Ma non solo, in questi cento giorni di cose strane e discutibili Rösch ne ha compiute diverse».

A cosa pensa, avvocato Balzarini?

«Dopo aver rinnegato il consiglio comunale, ha scelto per la fondazione Pitsch una candidata del suo partito, alla faccia dell'albo istituito a metà agosto. E di donne, mi creda, nonostante il sindaco dica di no, in quell'albo ce ne sono ben altre. Ma vogliamo parlare dell'assessore esterno figlia di uno dei suoi migliori amici? Vogliamo parlare dell'incarico che sarà pagato con quattrini pubblici all'uomo che ha curato la sua campagna elettorale?».

Avvocato, parla del capo di gabinetto?

«No, dell'incarico per chiamata diretta per un progetto di comunicazione assegnato nel corso dell'ultima giunta comunale. Tra qualche giorno sarà pubblico, vedrà».

La sua lista sembra essere lunga.

«Ma Rösch non ha neppure chiarito la questione del magazzino del Touriseum affittato, quando lui era direttore, al papà della sua compagna. Altro che trasparenza. Per non parlare delle sue dichiarazioni sulla commissione edilizia».

Quella secondo la quale vuole gente nuova e non i soliti noti?

«No, quella secondo cui i progetti passano solo se sono sponsorizzati. Sono accuse gravissime e non sono accompagnate da nomi e cognomi. Se una persona che ha un ruolo come quello del sindaco denuncia senza nomi o è complice o ha detto una castroneria».

La commissione edilizia per lei quindi è un organismo trasparente?

«In commissione edilizia c'è assoluta trasparenza e si lavora su dati tecnici. Denigrare le istituzioni delle quali si fa parte invece è grave«.

In questi primi cento giorni sembra di capire che il sindaco Paul Rösch non l'abbia entusiasmata. Abbiamo capito bene?

«Sono deluso, è vero. Mi aspettavo un sindaco coraggioso, dalle grandi vedute. Invece prevedo che avremo una città bloccata per i prossimi cinque anni».

Cosa resta di questi cento giorni?

«Nulla che abbia caratterizzato questo nuovo corso. Vogliamo pensare ai profughi? Ha ripreso un mio suggerimento. È assente con le associazioni, non partecipa alle loro manifestazioni, dimostrando distanza, non vicinanza. Rösch è un solitario, altro che gioco di squadra». (rog)