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BOLZANO. L’utile netto del conto economico aggregato delle banche con sede legale in provincia di Bolzano risulta in forte calo: per l’esercizio 2011 si è infatti attestato su un valore di 15.625 milioni di euro, -79,8 rispetto al 2010. Lo rivela la ricerca Astat sul Mercato finanziario, riferita al quarto trimestre del 2011. Il crollo, prosegue la relazione dell’istituto statistico, «torna ad essere a due cifre come al culmine della crisi nel 2009, anno in cui la flessione registrata rispetto al 2008 era stata del 40,2%. Per quanto riguarda la redditività, nell’arco del 2011 il margine di interesse e il margine d’intermediazione sono aumentati rispettivamente del 9,2% e del4%». Sotto il profilo dei costi «vi è una moderata crescita dei costi operativi».
Va comunque segnalato che la presenza di utili - per quanto in fortissimo calo - è comunque un segnale in controtendenza rispetto ad altre realtà italiane ed europee. Insomma non è più l’epoca di utili d’oro (mediamente) per le banche locali, ma pur sempre di utili.
Tra gli altri dati evidenziati dall’Astat, e sempre in riferimento all’ultimo trimestre dell’anno scorso, emerge che la raccolta diretta è aumentata del 3,7% (e i depositi bancari della clientela residente del 12%), mentre gli impieghi delle banche locali sono diminuiti dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. I mutui, che rappresentano il 57,8% degli impieghi, sono aumentati del 7,5%, mentre nel quarto trimestre 2010 la crescita era stata del 15,2%. I conti correnti attivi - il 28,7% del totale degli impieghi, sono invece calati del 4,9%. Crescono invece di molto le sofferenze alla clientela: +17,4%.
Per quanto riguarda i prestiti, quelle alle imprese sono aumentati solo dell’1,7% rispetto all’anno precedente, mentre quelli alle famiglie del 3,5%. In questo settore però dati più aggiornati sono stati diffusi nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio: a febbraio 2012 i prestiti alle imprese sono calati dell’1,7% e quelli alle famiglie aumentati del 3%.
Intanto proprio ilConsiglio camerale della Camera di Commercio torna a chiedere alle banche locali di aderire alla moratoria dell’Abi, che prevede la possibilità per le piccole e medie aziende di sospendere le rate o allungare la durata dei crediti. In Alto Adige solo due banche (Banca di Trento e Bolzano e cassa Raiffeisen Wipptal), mentre nel resto d’Italia vi ha aderito il 90% degli istituti di credito.
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