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BOLZANO. Un aperitivo per trasformare la riconoscenza in un gesto concreto. Al bar Piacenza, i ragazzi dell'Aias hanno apparecchiato i tavoli con pizzette, stuzzichini e altre prelibatezze per rivolgere un grazie collettivo a chi, nelle settimane scorse, ha scelto di sostenere il loro lavoro dopo la scomparsa di due affettatrici e di un fornetto.Un pomeriggio all'insegna della convivialità, nato dal desiderio di restituire qualcosa a quella rete di persone, associazioni e realtà del territorio che si è stretta attorno al progetto. Quello che era cominciato con amarezza e sconforto si è così trasformato in un'occasione per ritrovarsi, condividere un momento di festa e guardare avanti con maggiore fiducia.«L'obiettivo di oggi è ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino, organizzazioni ed enti che ci hanno dato una mano e che hanno messo in moto un meccanismo virtuoso che ci ha aiutato», racconta Claudio Pizzato, presidente dell'Aias.
Un ringraziamento che passa anche dall'Alto Adige: «Ringraziamo anche il quotidiano Alto Adige, che ha fatto in modo che questa generosità fosse possibile».Anche per Andrea Di Curti, direttore dell'Aias, il valore delle donazioni va ben oltre quello economico. «Aldilà di aver permesso la continuazione dell'attività, sono state significative perché ci hanno fatto capire che abbiamo tante persone attorno che sostengono il nostro progetto». Un messaggio particolarmente importante per i ragazzi: «Hanno capito che il bene prevale sul male».I fondi raccolti serviranno ora a ripristinare le attrezzature sottratte e ad acquistare piccoli arredi. Una parte sarà destinata anche alla sicurezza del locale, con l'ipotesi di investire in nuove telecamere di sorveglianza. «Il cibo l'hanno preparato i nostri ragazzi per ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato», aggiunge Di Curti.Tra chi ha voluto dare una mano c'è anche il Vespa Club, una presenza ormai abituale al bar Piacenza.
«Di solito noi, quando facciamo la manifestazione dei Babbi Natale, devolviamo tutto all'associazione Aias», racconta Francesco Tucci, segretario del club. Appena saputo dell'accaduto, è arrivata una nuova donazione: «Abbiamo deciso di contribuire per alleviare il problema che hanno avuto e sostenerli in questo momento di difficoltà».Per chi vive il bar ogni giorno, il momento più difficile è stato soprattutto quello successivo alla scomparsa delle attrezzature. Keti Demetrio, una delle volontarie, ricorda quelle ore: «Eravamo qui un pomeriggio, abbiamo avuto un'ora di distrazione in cui eravamo impegnate un attimo fuori dal locale. Mentre i ragazzi lavoravano sono entrati i ladri e hanno portato via le attrezzature».Ma più del danno materiale, a fare male è stato quello lasciato nei ragazzi. «Più che il valore ci è dispiaciuto tanto per lo sconforto e la demoralizzazione che hanno portato tra i ragazzi», racconta Demetrio.Poi, però, la risposta della città ha cambiato il tono della storia. «Ci sono tornate le forze per andare avanti perché qualcuno ci ha portato un fornetto, qualcuno ha donato, e ringraziamo tutti».Dalle difficoltà è rimasta soprattutto una certezza: il bar non è rimasto solo. E ieri, davanti a quei tavoli pieni di cibo preparato dai ragazzi, il modo più semplice per raccontarlo era proprio quello di esserci, insieme. (nella foto Kristy Astolfi, Arlette Trentini e Martina Testoni)


