MERANO. Niente concessioni al rione Marlengo. Un quartiere dove nel passato recente sono stati parecchi i mal di pancia, a partire da quello provocato dalla decisione di insediare il nuovo minicentro di riciclaggio nell’area ex Bosin (decisione poi mitigata attraverso la mediazione fra amministrazione e comitato di quartiere) o quello generato dall’installazione degli accumulatori di Azienda energetica, di certo non un virtuosismo estetico.

A provocare nuovi travasi di bile nel rione, è ora il fatto che la richiesta di installare barriere antirumore, per attenuare l’inquinamento acustico proveniente dalla superstrada che corre adiacente al rione, resta inascoltata e il progetto rimane nell’oblio. È quanto emerge dai chiarimenti forniti dall’assessore provinciale ai trasporti e ai lavori pubblici, Florian Mussner, in risposta a una sollecitazione di Mauro Minniti, consigliere provinciale meranese de “La Destra” che, sulla base delle istanze della popolazione, si era interessato alla questione.

Nessuna barriera in vista, dunque, e lo scarico delle responsabilità della Provincia sul Comune di Merano. Secondo Mussner, infatti, l’amministrazione provinciale sarebbe sì direttamente interessata alla realizzazione dei manufatti antirumore, in quanto facenti parte di un progetto esecutivo più ampio e già esistente, riguardante il risanamento del ponte sul fiume. Solo che, fintantoché non si libera l’area occupata dal campo dei nomadi Sinti, rimangono di fatto indisponibili le aree necessarie all’esecuzione delle barriere in questione. E, questo lo “snodo” decisivo, la tempistica resta indeterminata in quanto dipende dalla decisioni del Comune di Merano riguardanti la risoluzione della problematica.

«È un’altra promessa mancata da parte dell’amministrazione comunale che, con il ritardo della soluzione per il campo nomadi, si porta appresso l’irrisolutezza pure di tante altre soluzioni attese della popolazione», commenta Minniti. «Chi abita al rione Marlengo - prosegue - soprattutto ai piani superiori dei condomini, continuerà così, non si sa fino a quando, a non avere alcuna protezione dai rumori, ancor più da quell’inquinamento acustico prodotto dai camion. Le barriere antirumore richieste invece dovrebbero dare una certa garanzia, salvaguardando non solo il cittadino dal rumore ma anche il valore della proprietà privata. È chiaro infatti che l’inquinamento acustico svaluta il valore delle abitazioni. In questo contesto ritengo grave che l’amministrazione meranese non tuteli doverosamente i cittadini a causa dei propri ritardi nelle decisioni».

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