BRESSANONE. Volendo sorridere con un gioco di parole, dimenticando per un attimo l’amarezza, si potrebbe dire che i cittadini di Bressanone stanno abbattendo le barriere del silenzio e fanno sentire la loro voce per averne altre, di barriere: quelle antirumore. Se pochi giorni fa da queste colonne alcuni residenti in zona via Carducci - via Velturno avevano criticato i “pannelli” fonoassorbenti che avrebbero dovuto limitare i rumori della vicina ferrovia, adesso la protesta si alza, meglio si rialza, da via Monteponente. Dove a farsi portavoce delle lamentele di zona è Luciana Seppi, che punta il dito innanzitutto contro la politica locale («che dovrebbe tutelare gli interessi di tutti i cittadini, non solo di alcuni») e invece non interviene come dovrebbe, poi contro l’autostrada del Brennero. Perchè in ballo c’è «non solo l’inquinamento acustico, ma anche quello atmosferico».

La realtà è che davvero, per qualcuno, la strada di residenza più che via Monteponente è la corsia d’emergenza dell’A22, visto che un caseggiato è a soli cinque metri dall’asfalto autostradale.

«Rumore continuo e inquinamento atmosferico sono la nostra triste quotidianità - commenta amareggiata Luciana Seppi - perchè di fatto ci è stata tolta la bellezza di questa zona».

In realtà le barriere antirumore lungo questo tratto dell’Autobrennero ci sono, ma evidentemente non svolgono a dovere il loro “lavoro”.

«Le barriere costruite a fine 1996 lungo l’A22 nel tratto brissinese - spiega Seppi - si sono rilevate subito inadeguate: troppo basse innanzitutto e poi non in materiale fonoassorbente. Certo, ci hanno protetto almeno in parte dal lancio di oggetti dai veicoli in transito e dagli spartineve che ci lanciavano la neve sul balcone di casa o in testa, me per il resto poco altro. Negli anni le rilevazioni del rumore hanno evidenziato il superamento dei limiti consentiti: ovviamente tutti i politici, gli assessori responsabili, i sindaci, i politici provinciali, i responsabili degli uffici aria e rumore che si sono succeduti sono stati contattati, informati, invitati a verificare di persona, ma nessuna richiesta d’intervento ha avuto successo».

A rendere evidentemente ancor più indigesta la situazione, il fatto che nel frattempo si vedono realizzare progetti e strutture ritenuti secondari rispetto al benessere dei cittadini.

«Certo - prosegue Seppi - abbiamo visto crescere il benessere di una parte della città, molti servizi, zone molto ben curate. Soprattutto, abbiamo visto lo spreco di denaro per costruire cose costose e destinate a una ristretta fascia della popolazione, come per esempio la palestra di roccia, e adesso addirittura si pensa al discorso della funivia per la Plose...».

Quindi, la considerazione finale, che sta fra la logica e la domanda senza risposta.

«L’A22 ha notevoli guadagni, e allora mi chiedo per quale motivo non sia possibile destinare una parte di questi profitti alla diminuzione dei disagi della gente? Oltretutto in altre zone abbiamo visto spuntare barriere antirumore incredibili, lungimiranti, meno che a Bressanone. La copertura della zona dell’autostrada, e anche della stazione, sarebbe la soluzione all’inquinamento acustico e atmosferico».©RIPRODUZIONE RISERVATA