BOLZANO. "Hallo Oscar, willkommen..."Lo sbarco di Farinetti, anzi "dei", visto che i figli Francesco e Nicola sono ormai al fianco del capostipite, è un trionfo del made in Italy. E del nuovo patto tra il fondatore di uno dei marchi più rutilanti del food internazionale e Benko. Perché l'inaugurazione del punto Eataly a Monaco, ieri sera, sancisce una nuova strategia di penetrazione del gruppo italiano nel mondo tedesco. Oggi la Baviera, domani il resto della Germania, l'Austria e la Svizzera germanofona. “E dopodomani Bolzano?” Oscar si dice pronto. E anche Benko. Che ha previsto un Eataly nel suo progettato centro di via Perathoner. Ma che, vista la situazione di stallo dopo il voto in consiglio e l'arrivo del commissario in municipio, potrebbe trovare una sede provvisoria anche in un riadattato hotel Alpi, in via Alto Adige. Sfruttando così la recente joint venture che ha unito Eataly e la sua famiglia piemontese con Signa e Karstadt, le due società immobiliari emanazioni del tycoon austriaco.

A Monaco l'accoglienza è stata calda, molto mediterranea. Come i prodotti farinettiani. "Finito mit Panne in der Schranne!" ha titolato la Bild nella sua edizione bavarese. Con questo titolo mixato italo-tedesco il giornale ha evidentemente salutato anche una scommessa: quella di rilanciare una location iconica dello shopping, la Schrannehalle. Proprio accanto al celebre Viktualienmarkt.

Nella Schranne, Farinetti ha sempre creduto. Nonostante il luogo, negli ultimi dieci anni, abbia visto l'abbandono di volta in volta di grandi marchi della distribuzione tedeschi. Ecco le "Pannen" evocate dalla Bild. Ma la "più italiana delle città tedesche", come l'ha definita anche la municipalità della capitale bavarese, scommette su Eataly. Non a caso i Farinetti l'hanno scelta come base per la penetrazione sul mercato. E i 4600 metri quadrati della Halle restano in una posizione ritenuta strategica, al centro della zona dello shopping e del turismo. Tra i grandi marchi della moda e del design italiano, amatissimi a Monaco.

Nel nuovo centro, che arriva dopo i 27 punti vendita già operativi all'estero da Rio a New York, occhieggiano ristorante, bistrot, bar mercato, enoteca raccolti in un concetto di offerta sia di stile che di prodotti che ha sancito il successo dell'idea farinettiana nel mondo.

Luca Filangieri ceo del gruppo, che con Nicola Farinetti ha fatto gli onori di casa, ha immesso nei 4600 metri anche il punto Illy, come spesso accade, e l'altro brand italiano famoso nel mondo, la Nutella. Ma accanto al mercato con i prodotti del Belpaese, dalla pasta di Gragnano agli oli toscani e pugliesi, ai salumi emiliani e ai vini da tutta Italia (con anche un tradizionalissimo banco-mescita per i vini sfusi a 3,50 euro al litro), ci sarà pure il marchio Bianchi. Sì, quello delle biciclette e di Fausto Coppi. "Perché Monaco - ha detto Filangieri - è una città dove la bici è padrona".