BOLZANO. Benko possibilista sul recupero di via Garibaldi. L’esclusione proprio della zona più degradata da quello che si chiamerà «piano di riqualificazione urbana» è stata una delle critiche mosse al maxi progetto dell’investitore René Benko.

L’apertura è emersa nell’incontro dell’altro giorno tra Benko e l’assessore provinciale all’Urbanistica Elmar Pichler Rolle. Benko era accompagnato dall’ex cancelliere austriaco Gusenbauer, dal direttore dei casinò austriaci Stoss e dal consulente bolzanino Hager.

Con l’approvazione della legge urbanistica provinciale, il progetto, che prevede in via Alto Adige un centro commerciale, unito ad appartamenti, uffici e un albergo, ha acquisito una (contestata) marcia in più sul fronte delle procedure.

L’operazione sembra più concreta e Pichler Rolle conferma: «Mi sembra molto deciso. Mi ha spiegato di avere a Bonn, Stoccarda, Monaco e Vienna progetti immobiliari simili a quello prospettato a Bolzano e già realizzato nel centro di Innsbruck».

Il progetto da 180 milioni di euro ipotizzato dall’archistar David Chipperfield si snoderebbe nell’area compresa tra la stazione delle autocorriere, una parte dei giardini della stazione (tutto di proprietà comunale) e l’hotel Alpi (siglato un preliminare di acquisto).

E la degradata via Garibaldi, con il palazzone sovraffollato, potrebbe entrare nella partita? Pichler Rolle ha posto il tema, «visto che è stato molto sottolineato durante la discussione in consiglio provinciale».

Questa, riferisce Pichler Rolle, la posizione di Benko: «Mi ha risposto che conosce il problema ed è convinto che possano esserci diverse soluzioni. Una soluzione a medio termine consiste nella naturale evoluzione di un’area riqualificata come polo commerciale e residenziale. A quel punto anche le proprietà confinanti acquisteranno più interesse. Ci potrebbe essere però anche uno scenario più vicino, con il coinvolgimento diretto di Benko. Di certo, ha spiegato, non potrà mettersi a trattare con decine di proprietari. Se però si creassero tra i proprietari le condizioni per un accordo, allora le si potrà valutare». L’acquisto del palazzone è solo una ipotesi, ribadisce Pichler Rolle, «ma era giusto porre il problema».

L’incontro è diventato pubblico perché lo stesso assessore ha pubblicato su facebook una fotografia. Una mossa voluta, dopo le accuse piovute sulla lex Benko, la norma inserita a sorpresa nella legge urbanistica, frutto di un accordo tra Pichler Rolle e il sindaco Luigi Spagnolli (poi mediata con l’assessore Chiara Pasquali).Pichler Rolle sottolinea: «È bene che in questa operazione sia tutto trasparente».

Contro il centro commerciale di Benko c’è l’opposizione netta dell’Unione commercio, che prospetta l’affossamento delle attività del centro. Nel colloquio sono state motivate così, prosegue Pichler Rolle, le grandi dimensioni della struttura: «Secondo Benko, se la struttura è tale da attirare nuova clientela, allora farà bene al commercio di tutta la città. Altrimenti rischia di essere un danno».

Scenario rischioso. Lo conferma Pichler Rolle: «Proprio perché è delicato, il progetto andrà valutato con lucidità, senza pregiudizi. Può essere una grande opportunità, ma anche un errore, un grave errore. Benko inizierà a muoversi e dovrà il massimo dialogo con il Comune, cui spetta la responsabilità». In questi giorni Benko dovrebbe avere avuto incontri in Provincia e Comune. Ma non con il sindaco. «No, non ci siamo visti», fa sapere Luigi Spagnolli.

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