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BOLZANO. Entra proprio lui, René, in consiglio. Benko nella tana del lupo, nella fossa di San Daniele. Chi l'avrebbe detto. E invece appare nel luogo che ha eletto lui e il suo progetto a pietra di paragone dell'intera legislatura: "O noi o Benko" hanno detto i Verdi, non uno scherzo. Come dire: una architettura che diventa discrimine politico. Era la sera dell'audizione per il Kaufhaus, un'audizione che seguiva quella degli esperti d'opposizione che ne hanno detto tutto il male possibile.
"Se fosse venuto prima..." ha sibilato un consigliere di maggioranza rigorosamente anonimo ("sa, con questo clima...").
Perché, in effetti, ieri il progetto è apparso com'è: un progetto. Punto. Un'idea di riqualificazione possibile. E dunque c'era tutto lo staff schierato. Da Hager, il plenipotenziario, agli architetti Rossa e Saccani, che hanno collaborato con Chipperfield, al paesaggista che ha riconsegnato il verde sottratto nella prima stesura.
Perchè una delle cose dette, ieri, è che il pubblico e dunque il Comune sono intervenuti e molto sui privati. Paletti, riduzioni di cubatura, viabilità.
Ieri era "la parola alla difesa", come nelle serie tv. "E uno dei difetti della legge 55 - ha ammesso l’architetto Rossa - è che un dibattito come questo il consiglio comunale avrebbe dovuto essere chiamato a farlo prima, prima di tutto. Non ora, alla fine".
E lo ha detto cercando con gli occhi alla sua sinistra, Gallo, Margheri e la Stefanelli. E' successo come quando al processo alza la mano Perry Mason: "Scusi vostro onore, posso produrre una nuova prova?" e tutti si aspettano il colpo di scena...
Nel suo piccolo eccole le prove al processo Benko in consiglio comunale. Prove a favore, naturalmente, visto che le propone lo staff di Hager nella serata dedicata al progetto che sta tenendo la giunta col cappio al collo (ben teso dai Verdi).
La prima prova, abbastanza inedita per la verità è stata questa: il Pru di via Alto Adige era già previsto nel Masterplan bolzanino, e gli stessi architetti Scolari e Piller che ora guidano la crociata anti megastore avevano immaginato una buona cementificazione dell'area.
Con un taglio del verde e la creazione di una strada a traffico limitato dall'area fin davanti alla stazione.
In sostanza: la cubatura sul terreno della vecchia stazione autocorriere non è un tabù spezzato da Chipperfield ma è nel libro mastro della città da anni. Agli atti.
La seconda: "Noi - dice Hager, il proconsole bolzanino di Benko - abbiamo offerto al Comune quasi 500 euro al metro cubo per i terreni di via Perathoner". La concorrenza, cioè il gruppo Oberrauch, solo 350. E anche considerando la cubatura "ponderata" Benko è a 707 al metro cubo e Oberrauch a 500.
"Sarebbero, quelli offerti da noi, 8670 euro al metro quadro. Mentre la Provincia li stima a 1500. Altrochè sottovalutazione di un terreno pubblico..."
Terza prova: il compenso per il Comune sfiora i 100 milioni, Emozioni Alto Adige si ferma a 70.
Quarta prova: la Khb, la società che costruirebbe il Kaufhaus è soggetta a imposte "esclusivamente in Italia".
Infine l'Areale, pietra di paragone di ogni progetto. "Non è vero che il Pru è in concorrenza - dicono i benkiani - perché l'Areale avrà 30 ettari edificabili, noi solo 1,2; l'Areale costerà un miliardo noi 300 milioni. E senza questo progetto per almeno 5-10 anni nessun investitore guarderà all'Areale il cui finanziamento non è assolutamente garantito". Punto.
Le virgole le mette Chipperfield, l'archistar autore del progetto, che parla per 10 minuti dal suo studio in inglese.
Ora, appuntamento a mercoledì prossimo, quando si deciderà sul serio. I numeri, pare, non sono a favore, nonostante il sì probabile di almeno due civici. Alcuni democratici si asterrano, la Svp nicchia, la destra è divisa. Nubi nere per Benko.
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