BOLZANO. Per carità: ci sono i distinguo, c’è chi è pro, senza se e senza ma, e chi ci spera o poco di più. E dall’altra parte c’è chi aborrisce e chi semplicemente non è più di tanto convinto. Sono i contrari e i favorevoli a Benko e al suo progetto di riqualificazione del centro. L’elenco è più lungo per quanto riguarda i contrari a spada tratta, meno per i favorevoli a tutti i costi. Fatto sta che il progetto di centro commerciale al posto della stazione delle autocorriere sta scaldando gli animi come poche altre questioni cittadine. Ovviamente, di questo elenco non fa parte la gente comune, i consumatori. Per quelli, occorrerebbe il referendum, che però non si farà. Tolti molti politici che non si sono schierati (apertamente o ufficialmente) perché non sanno o non vogliono o non possono, restano gli altri. Che non sono certo pochi. Prima i contrari. La “santa alleanza”, trasversale come mai prima d’ora, contempla: Unione, commercio, Confesercenti, Apa, Cna, Cgil, Cisl, Uil, Asgb, Dachverband, Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Ambiente e salute, i centri commerciali naturali In Corso e Four You, i grillini, l’Allenza per la domenica libera, il Vke e il Bauernbund. Oltre ovviamente a diversi imprenditori o aziende di gran nome: Oberrauch, Podini, Tosolini, Aspiag. Chi non lo vuole perché ha i suoi buoni motivi, chi perché vorrebbe magari realizzarselo lui.

E poi ci sono i favorevoli: qualcuno dell’Apa, qualcuno della Confesercenti, gli edili, imprenditori, commercialisti, ex comandanti degli Schützen, osti, espressioni della cooperazione, dirigenti provinciali, consumatori, vertici di musei...

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