BOLZANO. Da vicepresidente provinciale a senatore, dove si è attrezzato a rispondere con prontezza alle battute dei colleghi «sudtirolese? Privilegiato allora». Abbiamo intervistato Hans Berger (Svp) sulla discussione «L’autonomia è provvisoria?» aperta domenica con un editoriale del direttore del giornale Alberto Faustini. È anche l’occasione per parlare con Berger di come l’autonomia abbia saputo dare scandalo, vedi vitalizi d’oro, e dei motivi per cui non ha presentato ricorso.

Lei è alla prima legislatura come senatore. Nota una escalation nell’assedio alle autonomie speciali?

«Sì. Quando si devono fare risparmi, quando l’amministrazione, deve fare tagli che ricadono sui cittadini, allora è inevitabile che l’occhio cada su chi sta meglio. C’è molto appetito dei colleghi verso di noi».

Appetito?

«Il ritornello è “voi ne avete abbastanza, lasciate a chi ha di meno”».

E allora parte la solita lezione sulla autonomia che dispone di tanto, perché deve anche gestire molte competenze.

«Anche quello, certo. Mi sono reso conto di quanta poca conoscenza ci sia attorno alla realtà delle autonomie speciali, a partire dalla nostra: perché sono nate e cosa fanno. È un dato inconfutabile che sappiamo amministrare molto bene e partiamo dal presupposto che le leggi vadano rispettate. Rispetto alle altre autonomie speciali poi noi abbiamo, tra le altre, anche una attrattività di tutto rispetto: in Italia si guarda con interesse al modello tedesco sulla formazione professionale duale e sui centri per l’impiego su cui noi siamo già avviati».

Ma ripetere che siamo bravi non serve più, questo è evidente. Dunque, cosa fare? Perché anche noi dovremo muoverci e non restare fermi a magnificare il nostro modello.

«Dobbiamo sfruttare al meglio il tempo di questa legislatura per allargare l’autonomia e consolidare quanto c’è».

Perché del domani non c’è certezza?

«La certezza è che arriveranno tempi difficili, se passerà la riforma costituzionale con abolizione del Senato nella sua attuale funzione. Avremo meno voce in capitolo».

Lei ha capito cosa pensa Renzi delle autonomie speciali? Nel suo libro, scritto prima di diventare premier, ne auspicava l’abolizione.

«Nella seconda edizione ha modificato quel passaggio. Renzi ha certamente una visione centralista, ma nel disegno di legge di riforma costituzionale è entrata la clausola di salvaguardia per noi e sono convinto che l’accordo finanziario entrerà nella legge di stabilità nella lettura al Senato. Renzi ha dichiarato ufficialmente che il nostro status, legato alla minoranza linguistica, è ben fondato ed è bene che esista».

La nostra virtuosa autonomia ha fatto scandalo con le gare truccate sull’energia e i vitalizi. Lei non ha presentato ricorso sui vitalizi. Perché?

«Su ciò che è scandalo si possono avere idee diverse. Non ho presentato ricorso ed ho messo a disposizione la cifra che mi era stata chiesta in base alla nuova legge regionale perché sono un senatore e sono tenuto a rispettare la legge. Poi si vedrà come andranno i processi».

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