BOLZANO. «Stimo il professor Felis e mi dispiace per tutte queste polemiche che fanno male all’Università. Ho deciso di risolvere la questione una volta per tutte: il 30 giugno, quando è in programma la prossima riunione del Consiglio dell’università, proporrò di fare due vicepresidenti». Dopo il polverone politico sollevato dalla mancata nomina di Andrea Felis alla vicepresidenza della Libera università di Bolzano e davanti al nuovo attacco del Pd che ieri in una nota invocava una “riforma radicale dell’ateneo”, il presidente della Lub Konrad Bergmeister spiazza tutti e decide di promuovere anche Felis vicepresidente.

Questo però implica una modifica dello Statuto, quindi tempi lunghi.

«È vero che bisogna metter mano allo Statuto: il Consiglio dell’università fa la modifica, poi passa in Provincia ed entro 60 giorni deve esprimersi il Ministero. Nel giro di alcuni mesi la modifica comunque sarà operativa».

Unico scopo: porre fine agli attacchi anche personali relativi ai suoi incarichi.

«No. Ritengo giusto che al vertice della Lub siano rappresentati i tre gruppi linguistici. Questo potrebbe porre le basi per nominare prossimamente un presidente di lingua italiana. Cosa per altro già consentita dallo Statuto che prevede solo che se il presidente è tedesco, il vice debba essere italiano e viceversa».

Certo che cercare di eliminare il vicepresidente di lingua italiano è stato uno sgarbo.

«Nulla di tutto questo. La nomina della professoressa Nocker (ladina ndr) non ha nulla di etnico: la conferma deriva dal fatto che in questi anni abbiamo lavorato benissimo con l’ingegner Borgo. È stata scelta essenzialmente per due motivi, perché lavorando in Inghilterra ha una visione internazionale e in quanto donna».

A proposito di donne tra le tante accuse che vi vengono rivolte in questi giorni c’è quella di non aver rispettato le quote rosa nella composizione del cdu.

«Il rispetto delle quote rose è previsto solo per le università statali. Ma al di là di questo ritengo opportuno che le donne ci siano, la Provincia però ne ha nominata una, la professoressa Nocker appunto; avevo sollecitato i rappresentanti degli studenti a indicare una donna e invece è arrivato un uomo; il Senato accademico aveva nominato la professoressa Mantovani che però ha ottenuto un altro incarico e alla fine è arrivato un suo collega. Risultato su sette membri abbiamo un’unica donna che è stata nominata vicepresidente».

L’assessore Tommasini vi accusa di bloccare il cammino verso il trilinguismo di Scienze della formazione.

«Non è vero, il blocco per un potenziamento linguistico di quella facoltà arriva dal Ministero. Grazie all’accordo tra gli atenei di Bolzano, Trento e Innsbruck, stiamo lavorando perché ci sia uno scambio di professori e studenti. L’obiettivo è arrivare ad un triennio a Bressanone, un anno a Trento e uno ad Innsbruck. Inoltre voglio creare un gruppo di lavoro con tre rappresentanti delle tre Intendenze che si interfaccino con la Lub, per capire esattamente cosa serve alla scuola altoatesina».

Per esempio servirebbero i tirocini formativi a Bressanone che non siete stati in grado di organizzare.

«Non avevamo le risorse. I professori sono già oberati di lavoro, per questo si è trovato l’accordo con l’Università di Trento: per il 2014-2015 non c’erano alternative. Ci stiamo attrezzando per offrirli dall’anno successivo e organizzare anche i corsi digitali, previsti dal Ministero ma per i quali non siamo ancora pronti».