BOLZANO. La nuova frontiera Lub adesso ha un orizzonte: il 2019. Lo disegna il presidente «perché - dice - serve dare un segnale, fissare una data che spieghi, un secolo dopo, che le ferite sono rimarginate». Il “segnale” di Konrad Bergmeister sono le nuove facoltà: Scienze culturali e Musica. Di cui conferma la nascita, non più ipotetica. E la data significativa è quella che traccia un collegamento preciso tra il 1919, firma del trattato di Saint Germain dove viene sancito il nuovo confine del Brennero, col 2019. «Dopo cento anni pensavo che fosse giusto che l’Università fornisse un passaggio culturale preciso. Ci ho riflettuto, abbiamo discusso col rettore e il consiglio. Ora posso dire con certezza che tra un anno faremo questo passaggio» dice Bergmeister.
È un passaggio politico preciso, questo dell’Ateneo, presidente?
Culturale prima che politico. Cento anni fa c’è stato uno strappo che ha prodotto tensioni e equivoci. Ci siamo divisi come società. Soltanto da qualche decennio, con l’autonomia, si è avviata una vera ricucitura. L’Università non può non farsi interprete di questo percorso e sancirlo.
Perché il segnale lo ritiene più profondo se dato con una nuova facoltà, come quella di scienze culturali?
Perché è attraverso la cultura che le cose cambiano. E per la ragione che in questo nuovo corso c’è la storia. Già alcuni storici stanno lavorando, fanno ricerca al nostro interno...
Quelli che provengono dal gruppo Storia e Regione...
Appunto, e quell’esperienza andrà valorizzata. Ma pensate cosa vorrà dire elaborare studi, documenti, ricerche sulla nostra storia dentro la Lub. Avere in casa gli strumenti per parlare di vicende guardate in modo condiviso, per analizzare i fatti alla luce di un nuovo spirito di convivenza...
Ha già in mente una data inaugurale, no?
Beh, il 2019 è perfetto. E ci darà il tempo di coordinare i percorsi di studio e insegnamento.
Da quando ha questa idea?
Da tempo. Ma l’ho avuta chiara in occasione del Dies academicus. Non si poteva non approfittare di questa scadenza del calendario.
Che ci sarà in Scienze culturali?
Abbiamo detto della storia. Ma insieme alle lingue e agli studi di linguistica anche applicata per mettere a frutto tutta l’esperienza che è stata accumulata in anni e anni di pratica del bilinguismo. E da noi anche del trilinguismo. Poi le scienze sociali. Che sono un altro aspetto del nostro possibile progresso rispetto agli studi dei cambiamenti in atto in tutto il mondo. Nelle relazioni, nella convivenza tra diversi. E poi la comunicazione. Altro aspetto che ci aprirà alla contemporaneità dei media e delle relazioni.
Cultura trilingue è una grande scommessa...
È l’unica che possiamo giocarci. Perché, come ha ben detto il rettore Paolo Lugli che è persona di grande apertura e guarda ben oltre i nostri confini, dobbiamo diversificarci, offrire qualcosa che altrove non c’è.
Che significa, invece, tenere qui anche la musica?
Che il Conservatorio resterà un patrimonio di Bolzano. Avrà autonomia nel coordinamento con l’Ateneo. Questo è il progetto. Poi, naturalmente, si parlerà col direttore Giacomo Fornari e con tutte le altre componenti per condividere i passaggi.
Lei il prossimo anno finisce il suo mandato...
È vero.
Si dice che potrebbe farlo prima per non coincidere con le elezioni...
Si dice.
In questi sette anni l’Università ha fatto grandi passi e, in ogni caso, Scienze culturali, Musica e anche Ingegneria possono essere il suo lascito alla Lub?
Ci terrei molto.
È un passaggio politico preciso, questo dell’Ateneo, presidente?
Culturale prima che politico. Cento anni fa c’è stato uno strappo che ha prodotto tensioni e equivoci. Ci siamo divisi come società. Soltanto da qualche decennio, con l’autonomia, si è avviata una vera ricucitura. L’Università non può non farsi interprete di questo percorso e sancirlo.
Perché il segnale lo ritiene più profondo se dato con una nuova facoltà, come quella di scienze culturali?
Perché è attraverso la cultura che le cose cambiano. E per la ragione che in questo nuovo corso c’è la storia. Già alcuni storici stanno lavorando, fanno ricerca al nostro interno...
Quelli che provengono dal gruppo Storia e Regione...
Appunto, e quell’esperienza andrà valorizzata. Ma pensate cosa vorrà dire elaborare studi, documenti, ricerche sulla nostra storia dentro la Lub. Avere in casa gli strumenti per parlare di vicende guardate in modo condiviso, per analizzare i fatti alla luce di un nuovo spirito di convivenza...
Ha già in mente una data inaugurale, no?
Beh, il 2019 è perfetto. E ci darà il tempo di coordinare i percorsi di studio e insegnamento.
Da quando ha questa idea?
Da tempo. Ma l’ho avuta chiara in occasione del Dies academicus. Non si poteva non approfittare di questa scadenza del calendario.
Che ci sarà in Scienze culturali?
Abbiamo detto della storia. Ma insieme alle lingue e agli studi di linguistica anche applicata per mettere a frutto tutta l’esperienza che è stata accumulata in anni e anni di pratica del bilinguismo. E da noi anche del trilinguismo. Poi le scienze sociali. Che sono un altro aspetto del nostro possibile progresso rispetto agli studi dei cambiamenti in atto in tutto il mondo. Nelle relazioni, nella convivenza tra diversi. E poi la comunicazione. Altro aspetto che ci aprirà alla contemporaneità dei media e delle relazioni.
Cultura trilingue è una grande scommessa...
È l’unica che possiamo giocarci. Perché, come ha ben detto il rettore Paolo Lugli che è persona di grande apertura e guarda ben oltre i nostri confini, dobbiamo diversificarci, offrire qualcosa che altrove non c’è.
Che significa, invece, tenere qui anche la musica?
Che il Conservatorio resterà un patrimonio di Bolzano. Avrà autonomia nel coordinamento con l’Ateneo. Questo è il progetto. Poi, naturalmente, si parlerà col direttore Giacomo Fornari e con tutte le altre componenti per condividere i passaggi.
Lei il prossimo anno finisce il suo mandato...
È vero.
Si dice che potrebbe farlo prima per non coincidere con le elezioni...
Si dice.
In questi sette anni l’Università ha fatto grandi passi e, in ogni caso, Scienze culturali, Musica e anche Ingegneria possono essere il suo lascito alla Lub?
Ci terrei molto.

