BOLZANO. Non è facile azzeccare gli ingredienti giusti. Per un piatto, una ricettta, ma anche uno show cooking. Quello andato in scena ieri all’ora di pranzo, baciato da un piacevole sole settembrino, è stato uno spettacolo che ha soddisfatto tutti. Sul palco di piazza Walther ecco lo chef Cristian Bertol tirare le fila di piatti capaci di conquistare il numeroso pubblico accorso per vederlo all’opera. Con lui Michil Costa che ha aggiunto all’appuntamento spolverate di letteratura, un pizzico di aneddoti e una spruzzata di filosofia. A presentare il tutto, con ironia e divertimento, la giornalista dell’Alto Adige Antonella Mattioli.

Formaggi con i fichi, cappellacci con i funghi, polenta di taragna e galletto i piatti forti, con mille sfumature, consigli e declinazioni sul tema. Elementi di una cucina adatta alla piazza: non troppo sofisticata nè troppo elaborata. Spunti liberi per una cena con ospiti, ma anche in famiglia.

Il cibo, quindi, si è trasformato in modo naturale in quella che è anche una sua funzione sociale: l’argomento capace di aprirne tanti altri, una gustosa matrioska di temi.

Ecco, quindi, che i fichi e le olive diventano l’appiglio per sottolineare l’importanza delle materie prime. «La scelta è determinante - sottolinea Bertol - perchè fa sempre la differenza». «Bisogna comprare con attenzione - gli fa eco Costa - cercando di capire da dove provengono i prodotti, e che tipo di filiera ci sia dietro. Per alcuni pomodori, per esempio, ci sono lavoratori che percepiscono 12-15 euro al giorno. Non si può alimentare un sistema di questo tipo». Il famoso concetto dell’ecosostenibile applicato al carrello della spesa.

Il pubblico, comunque, è di quelli davvero interessati. Dalle prime file è tutto un fiorire di smartphone per fare i video. Non solo di ricordo, ma con un’applicazione più che pratica: registrare ingredienti, quantità e proporzioni. Abbastanza spesso, dunque, Bertol viene chiamato a ripetere. Lo chef noneso accetta, non senza la presenza di spirito che lo contraddistingue e che lo rende un personaggio altamente televisivo anche in uno show dal vivo. Ci sono tante signore, ma anche qualche uomo che ascolta interessato. Tutti guardano a questa eccellenza regionale con orgoglio: ammirati, ma senza perdere la presenza di spirito.

Costa, dal canto suo, si fa aiutare da una lavagna cartacea per introdurre degli elementi di spessore culturale all’appuntamento. «Cosa hanno in comune chef Bertol, Donna Letizia e Walther von der Vogelweide?» la domanda che lascia sospesa tra primo e secondo. «Donna Letizia, Colette Rosselli, inventò di fatto il bon ton attraverso la rubrica “il bon vivere”. Eleganza che Bertol ha saputo fare suo andando a servire addirittura i Reali di Svezia a Göteborg e che era parte dell’arte di Walther von der Vogelweide. Non a caso anche lui Minnesänger che ha frequentato le corti». A questo punto scatta la poesia. «Volevo dedicare a Bertol la parte finale di “Sotto i Tigli” che recita “Sempre va a caccia di nubi il vento e non può mai fermarsi, ma la bellezza è ancor più veloce, troppo lento è per lei il vento. Così è la nostra vita e il mondo come vento e nube fugge via”». Applausi.

Assolutamente da segnare con penna e taccuino, però, sono alcuni consigli dispensati dallo chef. «I funghi vanno saltati in padella in modo veloce perchè bisogna tenere il colore perfetto e la grana in bocca. È vero che l’occhio è importante, ma il palato conta di più. Quando si mangia un piatto bisogna riconoscere che lì dentro ci sono i funghi, la ricotta o il parmigiano». Strappa un sussulto di stupore, invece, l’elenco delle proporzioni per realizzare una pasta fatta in casa che sia elastica il giusto. «Per ogni chilo di farina doppio zero vanno aggiunti trenta rossi d’uovo». Gli appassionati vociferano, ma intanto pendono nota.

Ogni piatto, poi, si concede una piccola sfilata tra il pubblico per ammirarne la composizione. Applausi a ogni portata per uno show con tutti gli ingredienti al posto giusto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA