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BOLZANO. Michaela Biancofiore incassa la solidarietà di Silvio Berlusconi e di molti colleghi di punta del Pdl-Fi, a partire dal capogruppo al Senato Renato Schifani. Ma resta una ex sottosegretaria licenziata domenica per diretta televisiva dal premier Enrico Letta, che l’ha gelata spiegando che non farà più parte del governo «perché non ha ritirato le sue dimissioni». Anche la giornata di ieri è trascorsa senza che, tra le tante, arrivasse la telefonata attesa, quella di Angelino Alfano, il segretario e capo delegazione del Pdl nel governo. Se le motivazioni di Letta «fanno ridere, non siamo bambini», il silenzio di Alfano viene interpretato come una conferma: nel Pdl è iniziata la caccia ai non allineati.
Michaela Biancofiore ieri ha incontrato Berlusconi. «Siamo andati ad Arcore per le fotografie con i candidati di Bolzano e Trento», racconta. Berlusconi, riferisce, le ha ribadito tutta la sua vicinanza. Avrebbe anche chiesto ad Alfano una presa di posizione, che fino a ieri sera non è arrivata. La deputata oggi a Roma racconterà in una conferenza stampa «la mia versione di una vicenda, che non riguarda la mia persona ed è tutta politica».
Duro il comunicato di solidarietà di Schifani: «Mi auguro che nel prossimo consiglio dei ministri si chiarisca la vicenda, perché non avere respinto quelle dimissioni è un atto inaccettabile». È intervenuto anche il deputato Fabrizio Cicchitto, vicino ad Alfano: «Esprimo a Michaela Biancofiore la mia solidarietà».
La sottosegretaria Simona Vicari (Pdl) è rimasta al proprio posto nel governo e si augura che sia ancora possibile recuperare la collega: «Mi auguro che le dimissioni di Michaela Biancofiore rientrino, che nessuno l’abbia informata che serviva una lettera di ritiro delle dimissioni alla presidenza del Consiglio mi pare un fatto pretestuoso. Ha votato la fiducia, è evidente che volesse proseguire nel suo incarico. Lei dice di avere avvisato la segreteria di Letta, ci sono stati degli incidenti di comunicazione. Falco o colomba? Michaela è berlusconiana e basta». La solidarietà è soprattutto femminile. C’è anche Alessandra Mussolini: «Letta e Alfano cominciano a far cadere le prime teste berlusconiane, a cominciare dalla collega Biancofiore, unico (per il momento) capro espiatorio di un governo che ha due pesi e due misure. Mi aspetto che il segretario del centrosinistra, pardon centrodestra, Alfano, si imponga affinché la Biancofiore possa rimanere a far parte della compagine governativa». A livello regionale, protestano per il siluramento i trentini Giacomo Bezzi e Franca Penasa: «Esprimo piena solidarietà all'onorevole Michaela Biancofiore per il vile attacco riservatole dal presidente del Consiglio Enrico Letta».
In una sua intervista uscita ieri su Repubblica Michaela Biancofiore aveva riassunto così lo strappo: «Alfano alzi il telefono è dica che è andata così perché sono troppo berlusconiana». Agli amici continua a ripeterlo: «Stanno per ricostruire la democrazia cristiana e gente come noi non ci può stare».
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