BOLZANO. Anche per il Pdl la campagna elettorale delle provinciali sarà low cost. Il sottosegretario Michaela Biancofiore riassume così lo stato delle finanze: «Da Roma il partito non manda più un euro. Quindi noi altoatesini ci autofinanzieremo la campagna elettorale, che sarà al risparmio, ma veramente. Anche la Svp dice che avranno poche risorse per la campagna, ma c’è una certa differenza tra il loro low cost e quello degli altri».

Le candidature. A queste elezioni provinciali il Pdl arriva dopo lo strappo di Maurizio Vezzali, Mario Tagnin, quattro consiglieri comunali di Merano, per tacere di tutto il gruppo Holzmann (ora Fratelli d’Italia) e Mauro Minniti (La Destra). Si deve ricostruire. Michaela Biancofiore punta per la testa di lista sull’ex ministro Enrico La Loggia, con casa a Vipiteno, «per alzare il livello del consiglio provinciale»: il sì o no alla candidatura non è ancora arrivato. Resta fisso come capolista il commissario provinciale Alessandro Bertoldi, ma a sorpresa Michaela Biancofiore annuncia: «Non è su Alessandro che punto e lo sa. Non farà parte della quartina favorita per l’elezione. Se poi verrà coperto di voti e ce la farà, tanto meglio». Conferma Bertoldi: «È così. Sono giovane e farò del mio meglio, consapevole che non sarà facile essere eletto». È dunque Enrico Lillo il candidato su cui Michaela Biancofiore punta nella testa di lista. Altri nomi: i meranesi Walter Caser, Alex Janes e Gianni Cicconi, Bruno Borin, i bolzanini Franco Murano, Marco Galateo, Pierpaolo Terranova, Mauro Ortombina,

E le donne? Dovranno arrivare, se non altro per rispettare la quota rosa del 33%. Certa finora è Paola Orlandini (referente pari opportunità). Bertoldi è incaricato di sondare il terreno tra giovani, associazioni, imprenditori e mondo cattolico. Altri nomi potranno arrivare da referenti locali, probabili candidati essi stessi, come Georg Nardon (Salorno) e Michele Peruzzo (Laives),

Sos finanziatori. L’onere del finanziamento ricadrà principalmente sui candidati. «Per le provinciali punteremo su una quartina di candidati favoriti», anticipa Biancofiore, «chiederemo loro di partecipare alle spese della loro stessa campagna elettorale. Dovremo accendere un finanziamento. Il massimo che potremo ottenere dal partito nazionale sarà un fido concesso senza interessi». Ci sarà poi il modello di finanziamento «Obama», che ha fatto scuola. «Lanceremo una campagna di raccolta di fondi on-line attraverso il nostro sito. Chi crede nel progetto, ci dia un aiuto».

Il Pdl si rivolge al mondo dell’economia. «La transizione tra Pdl e Forza Italia sta risvegliando entusiasmo tra gli imprenditori locali, come ai vecchi tempi», assicura Michaela Biancofiore. È grazie a finanziatori privati, informa, che il Pdl può permettersi l’apertura delle sedi periferiche. Inaugurato sabato l’ufficio a Merano, nei prossimi giorni si aggiungerà una sede a Laives. «Merano apre grazie alla generosità dell’imprenditore Walter Caser, che mette a disposizione gli spazi. Un altro imprenditore consentirà l’operazione su Laives. Questi spazi dovranno essere sportelli per i cittadini, non luoghi di partito autoreferenziali».

Torna Forza Italia. Il primo amore non si scorda mai e Michaela Biancofiore scalpita per l’operazione nazionale di trasformazione del Pdl in Forza Italia. Nel frattempo precorre i tempi e si è inventata un logo, con cui invia le comunicazioni di partito, in cui il simbolo del Pdl sfuma nel vecchio logo di Forza Italia. «È una iniziativa personale, comunicata e approvata dai vertici nazionali». Una notazione a parte: incurante delle facili ironie sui cupi rimandi storici, la sottosegretaria continua a firmare le circolari di partito «On. S.S. Michaela Biancofiore».

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