BOLZANO. Sono di bell’aspetto, ce ne sono per tutti i gusti, sono comode in città e prestanti in montagna, ma soprattutto sono elettriche, hanno un motore e sembrano sempre più la nuova frontiera della mobilità. La carica delle e-bike si sta diffondendo in molte città italiane e a Bolzano la situazione non è differente, ma quello che sta emergendo parallelamente è il disegno di un mondo seminascosto di appassionati e fine conoscitori che modificano i propri mezzi per renderli più veloci e potenti aumentandone esponenzialmente le prestazioni e conseguentemente i rischi di convivenza con pedoni e ciclisti “analogici”.

Se normativamente parlando le biciclette elettriche sono trattate alla stregua di quelle normali, sono sempre più frequenti le lamentele di chi si vede sorpassare ad alte velocità lungo sentieri, strade e ciclabili. La convivenza sembra quindi messa a rischio ma qualche rassicurazione la porta il comandante dei vigili urbani Sergio Ronchetti che seppure evidenzia la presenza di fenomeni di male utilizzo delle e-bike spiega come questi fenomeni non pregiudicano la coesistenza di pedoni, ciclisti e ciclisti elettrici. «È vero che ci sono degli utenti - ha dichiarato il comandante Ronchetti - che sfrecciano a velocità sostenute. Questi mezzi per norma non possono superare i 25 chilometri all’ora, ma in determinate occasioni anche queste velocità non sono idonee e andrebbero contenute».

Le e-bike, cittadine o montane, sono un fenomeno in continua espansione e sempre più utenti vi si approcciano per agevolare gli spostamenti in città o per affrontare sentieri che normalmente non avrebbero percorso. «Si sta notando - continua Ronchetti - la nascita di un fenomeno particolare e che vede la modifica meccanica dei mezzi per aumentarne le prestazioni». Nuovo fenomeno, vecchie mode e oggi ad essere truccati non sono più gli scooter 50, ma i motori elettrici delle e-bike. «Con questi mezzi truccati - sottolinea Ronchetti - si può sfrecciare anche a 40 chilometri orari». Convivenza impossibile? «È auspicabile - ci ha tenuto a precisare il comandante dei vigili - che vi sia convivenza e questa è possibile e facilmente raggiungibile, basta che gli utenti si muniscano di buon senso».

Una bici elettrica, tanto più se truccata, ha una massa superiore ai canonici mezzi a due ruote e questo può aggravare le situazioni in caso di incidenti. Se truccata inoltre diventa a tutti gli effetti un ciclomotore. «In questo caso - spiega Ronchetti - chi venisse trovato con una e-bike modificata rischia multe salate di qualche migliaia di euro». I ciclomotori, infatti devono avere bollo, l’utilizzo del casco e l’assicurazione.

Appare evidente che con il crescere del fenomeno e-bike, la convivenza potrebbe diventare sempre più difficile.