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BOLZANO. Nuova raccolta condominiale dei rifiuti residui. Per ora, non è dato sapere con precisione cosa stia accadendo nelle segrete stanze della Seab, ma un fatto parrebbe incontrovertibile: ammettendo pure che la stima dei sindacati di 14.000 sia esageratamente elevata, la società partecipata pare sarà costretta ad aumentare il numero di bidoncini da distribuire. Non più i 18 mila preventivati, ma almeno duemila in più. Perché il municipio, a fine dicembre, con il nuovo regolamento rifiuti voluto per aggirare la montiana Tares, ha introdotto la cosiddetta tariffa «puntuale». La quale ha in media imposto più bidoncini, più piccoli, per poter misurare meglio la produzione pro capite. Ergo, crescendo il numero di bidoncini, oltre a vari altri disagi facilmente immaginabili, aumenterà anche il numero di svuotamenti totali da effettuare, con almeno due ripercussioni pratiche: sarà probabilmente necessario introdurre un terzo turno di svuotamento dei cassonetti, con ogni probabilità non serale ma addirittura notturno, e poi si spenderà di più, perché sarà necessario pagare più personale.
Per ora sono soltanto voci di corridoio, ma un fatto è certo: il nuovo regolamento approvato a fine dicembre ha scombinato i piani. Lo aveva già evidenziato il nostro giornale il primo giorno di distribuzione dei nuovi bidoncini condominiali. Il primo amministratore coinvolto si aspettava, perché questi erano gli accordi, due cassonetti grandi. Gliene sono arrivati 14, fra medi e piccoli.
Non accadrà ovunque e la questione logistica è complessa assai, tanto che gli stessi tecnici Seab ancora non hanno definito numeri e volumi esatti, ma nei corridoi della Spa si mormora: serviranno alcune migliaia di bidoncini in più.
E chi svuoterà, questi bidoni in più? Ancora non si sa. Ma anche qui le indiscrezioni, fondate e provenienti da più fronti, di certo non mancano. Si dovrebbero assumere più operai, ma i conti lo sconsigliano. Si starebbe seriamente vagliando una seconda opzione: coinvolgere le cooperative sociali, alcune delle quali già pronte a scendere in campo per la relativa gara d’appalto. Un operaio delle coop sociali costa molto meno (e guadagna pure molto meno di un addetto Seab assunto a tempo indeterminato). Converrebbe, insomma, almeno alla Seab. Un operaio sociale guadagna 8-900 euro, uno di Seab, coi notturni eccetera, può arrivare anche a 1.600 o 1.700.
In più, c’è la questione dei turni: oltre al diurno, dalle 5.30 alle 11.45, e al serale, dalle 19 all’1.15, si starebbe pensando anche ad un ulteriore turno, notturno, con inizio tipo alle 3 o alle 4 del mattino. Ancora nulla è stato deciso, ma in questi giorni si terrà un incontro interno a Seab, fra rappresentanze degli operai e direzione. Con i sindacati già pronti a dare battaglia.
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