BOLZANO. Una gestione piuttosto singolare, quella della nuova raccolta dei rifiuti residui da parte della giunta comunale. Per introdurre il bidoncino condominiale si lavora alacremente da vari mesi; Comune e Seab, consci delle perplessità di una buona quota della popolazione cittadina, già martellano con le loro azioni pubblicitarie. Seab, addirittura, ha rinnovato logo, immagine aziendale coordinata, carta intestata e via discorrendo. Eppure, il regolamento municipale per la nuova raccolta non solo non è mai stato approvato dal consiglio, ma in aula non è ancora arrivato. Se ne parlerà soltanto martedì e più di qualcuno sta preparando vari emendamenti per ostacolare l’approvazione. Tradotto, si dà tutto per scontato, nonostante non ci sia unanimità di vedute nemmeno all’interno della stessa maggioranza.

Bolzano Notizie. Non si dovrebbe mai dire gatto prima di averlo nel sacco. Eppure, il Comune ha già avviato la campagna pubblicitaria per sostenere il bidoncino condominiale. Nel corso di questo mese, si legge sul periodico municipale Bolzano Notizie, i punti di raccolta verranno già delimitati e attrezzati; ad ottobre si partirà con la distribuzione dei contenitori ordinati da Seab dopo la necessaria gara d’appalto; da settembre fino a Natale si terranno serate informative con la popolazione; entro febbraio terminerà la distribuzione dei contenitori; da marzo (forse) si parte con la raccolta. Il “forse” lo scrive lo stesso Comune. Evidentemente, proprio sicuri sicuri, in giunta, non devono essere.

Nel metodo e nel merito. Il metodo sinora utilizzato, quanto a correttezza istituzionale e democratica, non appare il massimo. Non tutta la maggioranza è d’accordo sull’introduzione della nuova raccolta - come d’altronde non si viaggia sulla medesima lunghezza d’onda su numerose altre vicende, per citarne solo una: lo scottante caso Admiral (si veda qui accanto) - mentre l’opposizione, che a più riprese ha espresso una valanga di perplessità, non viene presa in considerazione. Le interpretazioni sono le più varie. La giunta sostiene si debba iniziare la nuova raccolta perché lo impone la legge. Altri sono di tutt’altro avviso. Non lo imporrebbe l’Europa, non lo imporrebbe lo Stato, non lo imporrebbe la Provincia.

Il nuovo inceneritore. Al di là delle complesse vicende tecniche e giuridiche, di cui non si mancherà di discutere martedì in consiglio comunale, due sono le perplessità maggiori. La prima riguarda il nuovo termovalorizzatore. I lavori sono in fase terminale, a fine maggio-inizio giugno prossimi si inizierà con le prime prove a caldo, per entrare a regime, al termine delle complesse operazioni di taratura dell’impianto, a fine 2013. Le prove verranno effettuate apposta in tardissima primavera, quando la città non necessità del teleriscaldamento. Nei primi mesi non occorreranno grandi quantitativi di rifiuti residui da bruciare, poi sì. Perché l’impianto sia efficiente, dal punto di vista tecnico e finanziario, dovrà entrare a pieno regime. Le perplessità, a questo punto, sono più che legittime: a Bolzano il nuovo sistema di raccolta viene messo in piedi con l’obiettivo dichiarato di diminuire di 8000 tonnellate l’anno la produzione di rifiuti residui. Delle due l’una: se si diminuisce la quota di rifiuti prodotti, a cosa serve un nuovo inceneritore più capiente? Se si pretende che il nuovo impianto sia economicamente sostenibile, bruciando tot immondizie per produrre tot energia in forma di acqua calda, che senso ha diminuire il combustibile, facendo calare il residuo prodotto?

E poi c’è la crisi. Quando inceneritore e nuova raccolta rifiuti erano state ideate, ci si era basati su statistiche datate. Dati non tanto vecchi, quanto piuttosto non attendibili perché non allineati alla realtà contingente. In qualsiasi paese in recessione o stagnazione, si produce meno immondizia. Tradotto: l’obiettivo di produrre meno immondizie si potrebbe forse raggiungere pure senza la nuova, costosa raccolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA