MERANO. Il Comune di Merano corre ai ripari dopo la decisione della giunta provinciale di investire sull'impianto di compostaggio in zona «Tisner Auen» a Lana e raddoppiare da 15 a 30 mila tonnellate la capacità di lavorazione annuale dei rifiuti bio e umidi. L'altra mattina la giunta comunale su proposta dell'assessore all'ambiente Madeleine Rohrer, ha dato incarico ai tecnici di Azienda municipalizzata di elaborare entro Pasqua una strategia che consenta a partire dal 2019 a tutti i meranesi di smaltire in maniera differenziata i rifiuti organici.

Oggi possono seguire questa suddivisione di rifiuti solamente gli abitanti che risiedono in zone servite da zone ecologiche con press container e presenza di nonni bio. «Quando funzionerà a pieno regime il nuovo impianto dell'Ecocenter a Lana - ha spiegato l'assessora Rohrer - anche noi dovremo essere pronti ad sfruttarne le potenzialità. Il potenziamento dell'impianto deciso dalla giunta provinciale, che al momento non è in grado di trattare tutti gli scarti biodegradabili raccolti, è fondamentale per Merano e per i suoi cittadini, che in questo modo in futuro potranno risparmiare sulla fattura rifiuti".

Ogni anno circa 12.500 tonnellate dei rifiuti biologici prodotti in Alto Adige (circa il 37%) deve essere conferito in impianti di trattamento fuori provincia. Di queste, circa 7 mila provengono dall'impianto di Lana. A partire dal 2019 tutti gli scarti bio potranno invece essere trattati in loco. Attualmente Merano non dispone di un sistema di raccolta uniforme del biologico: solo in alcuni quartieri cittadine e cittadini possono depositarlo, in orari precisi, nei punti di raccolta attrezzati. Un addetto della Municipalizzata prende in consegna gli scarti e li controlla per verificare che non vi siano presenti materiali estranei. In altri rioni la raccolta del biologico invece non è possibile e per smaltirlo gli utenti devono raggiungere i minicentri di riciclaggio. Anche per queste ragioni la percentuale della raccolta differenziata del biologico si attesta sul 37% (vetro 91%, carta 67%). Ma lo smaltimento dei rifiuti bio potenzialmente presenta un importante margine di risparmio, se si tiene conto che l'organico costituisce quasi la metà del volume complessivo delle immondizie. E poi non va sottovalutato l'aspetto economico, sia per il Comune che per i cittadini, che alla fine la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti lo pagano.

Con l'ampliamento dell'impianto di compostaggio di Lana i costi per il trattamento degli scarti bio sono destinati a calare sensibilmente. Secondo una prima stima, smaltire nel nuovo impianto una tonnellata di organico verrà a costare 60 euro (oggi 80), ovvero la metà rispetto ai 120 euro necessari per bruciare la medesima quantità in un inceneritore. È inoltre previsto che il rinnovato impianto di compostaggio di Lana sfrutti il biogas generato dai rifiuti per produrre corrente che alimenterà la propria rete.

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