PHOTO
BRESSANONE. «Il sindaco Pürgstaller non può cavarsela così: sul caso Stockner, l’ex assessore Svp che ha patteggiato un anno e sei mesi per la scabrosa vicenda di Sant’Andrea, deve una spiegazione non solo ai Freiheitlichen ma anche a tutti i brissinesi. Sono davvero troppe le domande rimaste senza risposta»: Walter Blaas, capogruppo del partito guidato da Ulli Mair, affonda il dito nella piaga.
La premessa. La conclusione dell’inchiesta penale con il patteggiamento sia di Stockner che dell’agronomo Rudolf von Unterrichter per l’imputazione di abuso d’ufficio (in quanto i due, secondo l’accusa, architettarono una speculazione economica grazie alla compravendita di 16 mila metri quadrati di terreno boschivo, poi trasformato in edificabile) dà l’occasione a Blaas di tirare le somme su una vicenda che ha sollevato per primo nel marzo 2009 e che ha rischiato di trascinare il Comune di Bressanone a nuove elezioni. «Parto dal presupposto - sottolinea Blaas - che il sindaco sia sempre a conoscenza di ciò che avviene e di ciò che si discute nei direttivi Svp delle varie frazioni. Ebbene, anche la vicenda di Sant’Andrea, era nota al locale Ortsgruppe e Pürgstaller non poteva, pertanto, essere all’oscuro di tutto».
Le domande. Sono almeno cinque le domande alle quali, secondo Blaas, dovrebbe rispondere il primo cittadino.
«La prima: cosa sapeva esattamente, all’epoca della trasformazione del terreno da boschivo in edificabile? La seconda: perchè non è intervenuto immediatamente prendendo le necessarie contromisure per evitare possibili speculazioni? La terza: per quale ragione il Comune si è chiamato fuori anzitempo dalla vicenda rinunciando, con un accordo, alla costituzione di parte civile? La quarta: perchè il Comune, in questa transazione, si è accontentato solo delle briciole? La quinta: per quale ragione alla mia ultima presa di posizione sul caso, la scorsa settimana, si è limitato a far rispondere il responsabile dell’ufficio legale, che dovrebbe essere invece l’avvocato di tutti?».
L’immagine. «Il Comune di Bressanone da questa vicenda non esce certamente bene. O meglio, la condanna di un ex assessore della Volkspartei non può essere archiviata senza battere ciglio, come hanno fatto nei giorni scorsi diversi esponenti della giunta. C’è stato un enorme danno d’immagine per il quale è stata accettata una contropartita davvero modesta, di 30 mila euro. Non credo che i cittadini ne siano fieri».
Le conseguenze. Secondo Blaas, che nel 2010 è stato l’avversario di Pürgstaller per la carica di primo cittadino, questa vicenda si ripercuoterà sul futuro politico di Bressanone. «Sono state messe in dubbio la credibilità e la trasparenza del Comune. Il minimo che si può fare per riconquistare la fiducia dei residenti è fare chiarezza: su tutto e subito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


