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BOLZANO. Lorenzo Dellai è tornato ieri a Bolzano per concretizzare l’operazione politica che da tempo ha iniziato a tessere anche in Alto Adige. Reduce dal vertice ristretto con Mario Monti venerdì a Roma e dalle dimissioni da presidente trentino formalizzate ieri (Durnwalder assume ad interim il ruolo di presidente della giunta regionale), Dellai ha incontrato alle 15.30 una quarantina di persone nella sede dell’Associazione della stampa in via Dei Vanga. Un gruppo variegato, come lo sarà a livello nazionale la coalizione che sosterrà Monti. C’erano esponenti di liste civiche, del Forum democratico, osservatori.
Alcune riunioni, riservate e non, si sono tenute a Bolzano e in altri centri della provincia nei mesi scorsi. «Adesso i tempi stringono, entro la metà di gennaio dovremo avere definito le candidature a livello regionale per iniziare la raccolta delle firme», riferisce Andrea Casolari, coordinatore della Rete delle civiche.
Ad ascoltare Dellai con le notizie fresche da Roma sull’«Agenda Monti» c’erano, tra gli altri, Barbara Repetto (Forum democratico), Michele Di Puppo e Paolo Berloffa dell’Unione per Bolzano, Elio Cirimbelli, Giuseppe Bellomo, che ha da poco lasciato il Pdl, Claudio Corrarati e Pino Salvadori (Cna), Giovanni Salghetti, Giancarlo Bolognini, Nadia Mazzardis (Se non ora quando), Dario Stablum e Alberto Conci da Bressanone, Diego Cavagna e Andrea Casolari da Merano, l’ex sovrintendente Bruna Rauzi, amministratori della Bassa Atesina (tra gli interessati, i sindaci Alessandro Beati di Vadena e Benedetto Zito di Bronzolo). Dellai ha riassunto le linee concordate a livello nazionale per le candidature, avvisando che Monti ha chiesto di avere una supervisione per garantire standard di qualità in tutte le regioni.
«Non verranno presentati parlamentari uscenti, si vuole comunicare la freschezza di un progetto nuovo», anticipa Casolari. Già nei prossimi giorni si riunirà un gruppo di lavoro ristretto di altoatesini e trentini per esaminare le candidature. La prospettiva è di avere anche in Trentino Alto Adige una lista unica al Senato e più liste sotto il nome di Monti alla Camera. «Più liste per la Camera, ma non troppe, diciamo due o tre», prosegue Casolari, «Una lista, quella dell’Agenda Monti, che ha Dellai come referente regionale, dovrebbe raccogliere le civiche, Italia futura di Montezemolo, esponenti della società civile. Ci dovrebbe essere poi la lista dell’Udc e vediamo cosa deciderà di fare Fini, che per noi, è innegabile, rappresenta un problema perché non vorremmo connotarci come un progetto di centrodestra».
Per Dellai si profila il ruolo di capolista alla Camera. Sul Senato le trattative saranno più complicate, perché si dovrà vedere se Svp e Patt stringeranno un accordo elettorale e se sarà possibile una non belligeranza con lo schieramento Svp-Pd.
Ieri non poteva mancare qualche frecciata di Dellai sul «contratto» elettorale Pd-Svp. Conti alla mano, l’ormai ex presidente trentino giudica azzardata la proposta che l’Alto Adige si faccia carico della propria quota di interessi sul debito pubblico. Quanto all’autonomia, anticipa Casolari, «presenteremo a Monti una nostra agenda per l’Alto Adige, con contenuti e modalità di profilo più alto rispetto all’operazione di corto respiro Pd-Svp. E vedremo quale sarà il progetto che andrà in porto...».
Dellai ha infine commentato l’intervista televisiva in cui Berlusconi lo ha attaccato come filo Monti, tendendo invece la mano a Durnwalder: «Berlusconi non riuscirà a mettere un cuneo nel rapporto tra Trentino e Alto Adige, ben più solido di ciò che può essere rappresentato in visioni elettorali. Sono certissimo che nel progetto politico di Monti i valori dell’autonomia responsabile ci saranno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


