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DOBBIACO. Nel 2010, nel comune di Dobbiaco si verificò una delle sorprese politiche altoatesine: Guido Bocher, a lungo assessore e candidato sindaco della lista civica italiana "Indipendenti - Unabhängige", mise in fila i due candidati sindaci dell’Svp locale, Gerd Lanz ed Anton Tschurtschenthaler, divenendo il primo sindaco di madrelingua italiana in un comune della periferia altoatesina a larghissima maggioranza di etnia tedesca e, peraltro anche in quella occasione, sempre assai fedele al partito altoatesino di raccolta. Merito della caratura del personaggio Bocher, già apprezzato dirigente provinciale nativo di Dobbiaco e sempre impegnato anche nella politica comunale, che gli è valsa la fiducia compatta del gruppo linguistico italiano e anche della stima che l'uomo e il politico Bocher è andato conquistandosi nel tempo anche fra gli elettori di madrelingua tedesca.
Accanto a meriti e capacità personali di Bocher, però, una circostanza che giocò a suo favore nella competizione elettorale, fu rappresentata da una certa sicurezza di vittoria dell'Svp locale, che, in quell'occasione non esitò a dividersi fra i due suoi candidati sindaco, senza considerare o comunque sottovalutando le possibilità e il carisma del candidato Guido Bocher. Un errore strategico che, come si sa, costò al partito di raccolta la poltrona di primo cittadino e tante prime pagine sui media altoatesini e non e che la Svp si vide poi costretta a digerire, accettando democraticamente il responso delle urne e la sola maggioranza assoluta in giunta comunale.
A cinque anni di distanza, nel corso delle primarie dello scorso marzo una gran parte dei circa mille cittadini di Dobbiaco che vi parteciparono dimostrò nuovamente la sua fiducia al sindaco uscente Guido Bocher, che, pur non specificatamente in corsa, superò ancora una volta nelle preferenze dei votanti tutti gli altri possibili candidati Svp.
Per Bocher fu una sorta di specifico invito popolare, che il sindaco uscente accettò poco dopo, per mettersi nuovamente a disposizione del comune, mentre l'Svp di Dobbiaco, fedele al suo ruolo di partito guida della politica altoatesina ma memore della passata sconfitta, stavolta ha deciso di contrapporgli solo un candidato, quel Christian Plitzner risultato il secondo miglior eletto alle primarie e forte, anche per il suo ruolo di esperto e consulente del Bauernbund, dell'appoggio della potente lobby degli agricoltori pusteresi.
Due candidati sindaci e tre liste in lizza (accanto a Svp e "Indipendenti Unhabhängige" c'è infatti in corsa, ma solo per il consiglio, anche la civica di lingua tedesca "Bürgerbeweging") fanno così delle prossime amministrative di Dobbiaco il più interessante banco di prova politico di una nuova, possibile convivenza amministrativa. Soprattutto per questo motivo, l'esito del voto di domenica prossima a Dobbiaco è atteso con grande interesse non solo in val Pusteria e darà indicazioni importanti anche per una nuova interpretazione della politica comunale.


