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BOLZANO. Arriva il primo corso per bodyguard. Senza armi. Ad organizzarlo è Marco Buraschi, laureato in pedagogia e titolare della Sts Security: si insegna ai partecipanti a proteggere senza armi chi lo desidera.
La divisa c'è, la stazza anche, ma gli addetti di un servizio di sicurezza non sono poliziotti o carabinieri.
I margini di operatività cui sono autorizzati non sono nemmeno lontanamente paragonabili e questo determina una zona d'intervento piuttosto risicata nonostante la presenza scenica. Sorvegliare, ecco, questo il primo nodo. “Sì, noi possiamo solo sorvegliare perché la legge ci pone sempre sul filo. Se si scatena una rissa possiamo intervenire di forza e portare fuori i contendenti, ma rischiamo comunque una denuncia”. Nemmeno la selezione all'entrata è autorizzata, se non entro paletti ben precisi. “Si può fare solo se non è razzista e se il requisito per entrare è accessibile a tutti: per esempio un dress code. Possiamo anche intervenire se riteniamo una persona potenzialmente pericolosa per l'ordine pubblico come un ubriaco”. Con l'alcol test? “No”. Quindi è impossibile oggettivamente? “Infatti, rischiamo di nuovo di essere contestati. Avremmo bisogno delle forze dell'ordine per un intervento di ubriachezza molesta”. Si discute molto dello spaccio nelle discoteche: come si pone su questo un servizio d'ordine? “Anche qui solo segnalandolo”. La prevenzione con perquisizione, intanto, orbita ugualmente lontana dalle possibilità delle security. “Non possiamo toccare nessuno. Il legislatore dovrebbe mettere mano alle norme”. Buraschi, da pedagogista come si insegna a ragazzi che magari hanno fallito la carriera nelle forze dell'ordine ad accettare i limiti del “vorrei, ma non posso”? “Psicologia e tranquillità. Io consiglio sempre di dormire prima di ogni servizio per arrivare più sereni». (a.c.)
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