BOLZANO. Anche Michele Di Puppo presenterà ricorso contro la legge sui vitalizi per evitare l’ulteriore decurtazione. Giancarlo Bolognini ha invece restituito la cifra indicata nel decreto firmato dal presidente del consiglio regionale Diego Moltrer.

Gli ex consiglieri decisi a presentare ricorso contro il consiglio regionale sono granitici nelle loro sicurezze: lo scandalo sui vitalizi d’oro è frutto del clamore dei media e della strumentalizzazione di qualche politico spregiudicato. È per questo, secondo il loro ragionamento, che la popolazione si è indignata, è scesa in piazza e la sola Svp deve fare i conti con un crollo del 20% delle tessere, che gli stessi vertici del partito attribuiscono in buona parte al caso dei vitalizi. Un grande caos provocato dalla malafede dei media. Nessuna autocritica, nessuna comprensione del sentimento delle persone comuni di fronte ai milioni di euro distribuiti come anticipi sui vitalizi, in cambio di un taglio degli stessi assegni.

Chiusi definitivamente nel ruolo delle vittime, «ci hanno trattato come ladri», una cinquantina di ex consiglieri hanno deciso di secretare al massimo la vicenda giudiziaria avviata con il primo ricorso al Tar depositato, quello di Alois Kofler. Se la Svp deve fare i conti con i big della vecchia guardia decisi a contestare la legge, a partire da Luis Durnwalder e l’ex Obmann Siegfried Brugger, anche il gruppo italiano avrà una forte rappresentanza tra i ricorrenti.

L’ex assessore. Mauro Minniti lo ha già annunciato e gli va dato atto di essere stato trasparente dall’inizio su questo punto. Donato Seppi comunicherà le proprie decisioni nei prossimi giorni.

L’ex assessore Michele Di Puppo risponde così alla domanda sul suo eventuale ricorso: «Non lo dico, è un fatto personale». Poi aggiunge: «Molto probabilmente ricorrerò, così sarà un giudice a decidere quali sono i miei diritti e mi adeguerò». L’indignazione di Di Puppo è un fiume in piena: «Chi percepisce i vitalizi ha agito secondo la legge. Voi dei media gli state dando addosso, ma abbiamo sempre rispettato le persone. Siamo stati noi stessi ad avviare la riduzione dei vitalizi, a partire dalla legge del 1995. Sono cambiati anche i termini per l’età: ho ricevuto il mio vitalizio a 65 anni». Come le persone normali.... «Adesso si dice che deve essere fatto altro. Abbiamo mendicato un incontro con il presidente Moltrer, il quale si era limitato a farci capire che i giochi erano ormai fatti. Hanno legiferato sotto la pressione della stampa, dei sindacati e qualche politico ha cavalcato la questione», così Di Puppo. In base alla legge dello scorso luglio dovrebbe restituire 40.662 euro netti.

La scelta di Bolognini. Giancarlo Bolognini fa sapere di avere già restituito i 14.602 euro indicati nel decreto regionale. L’ex sindaco e assessore provinciale manifesta però tutti i suoi dubbi sulla legge regionale che ha ricalcolato le generose attualizzazioni concesse dalle legge del 2012, su cui è aperta una inchiesta penale e una inchiesta della Corte dei Conti. Per contro, gli ex consiglieri contestano la violazione del contratto firmato con il consiglio regionale ed è su questo che verrà giocata l’azione davanti al Tar e probabilmente davanti alla Corte costituzionale. Così Bolognini: «Il clamore dei mesi scorsi è stato ingeneroso, se non peggio. Per quanto mi riguarda, 2600 euro di vitalizio non sono molti per tutti gli anni spesi al servizio della comunità. Sono convinto che i ricorsi siano sostenuti da ragioni fondate: abbiamo firmato un contratto definito “irrevocabile”». Eppure la sua decisione è stata di restituire, nonostante i suoi dubbi sulla legge: «Ho giurato non so quanto volte fedeltà alla repubblica», spiega Bolognini, «Alla mia età non mi metto a fare causa alle istituzioni per le quali ho lavorato tutta la vita».

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