sicurezza stradale

Bolzanini indisciplinati al volante: «In troppi passano con il rosso» 

Il comandante della polizia municipale Fabrizio Piras parla del suo primo anno di attività: «Il mestiere dell’agente è molto cambiato: ora è più professionale». In organico 115 persone, ne servono altre 15 


paolo tagliente


BOLZANO. Se c’è un colore che i bolzanini proprio non sopportano, quello è senza dubbio il rosso. Un dato che non emerge da qualche bizzarra statistica, ma dal numero di verbali elevati dalla Polizia municipale nei confornti degli automobilisti che, ignorando le indicazioni dei semafori cittadini, passano con il rosso. «Sono migliaia – rivela il comandante della municipale Fabrizio Piras – e si tratta di un’infrazione particolarmente grave, pesante dal punto di vista sanzionatorio, che mette a repentaglio l’incolumità non solo di chi la commette, ma anche degli altri utenti della strada. In città è davvero una piaga. Ben vengano le telecamere ai semafori, quindi, ma è bene sottolineare che ogni video viene vagliato uno per uno dagli agenti in centrale che valutano ogni singola situazione».

Una polizia moderna

Ospite della riunione di redazione del mattino, Piras ha parlato del suo primo anno alla guida della municipale del capoluogo con il direttore, Alberto Faustini, e con i altri redattori dell’Alto Adige. Sottolineando l’importanza degli organi d’informazione e della necessità di essere costantemente informato su cosa accade in Alto Adige, a 360 gradi, il comandante ha spiegato come, negli ultimi anni, il mestiere dell’agente della polizia municipale sia profondamente cambiato. «Il nostro – ha detto – è un gran bel lavoro, lo dico sempre ai miei. È in continua mutazione, è richiesta molta professionalità. Ed è giusto che sia così. Una volta si poteva agire forse in maniera un po’ più superficiale, ora non è più possibile. Credo che la nostra azione, sempre più nell’ottica di questo sistema integrato di sicurezza, stia dando una visione diversa del nostro ruolo. Ora siamo moderni agenti di polizia municipale, con una serie di competenze che vanno ben al di là della semplice sanzione per un’infrazione al codice della strada. Ho vissuto questo cambiamento sulla mia pelle, negli ultimi 15 anni, sia per interventi legislativi a livello centrale, che ci hanno dato determinate competenze, sia per quella richiesta di professionalità che viene dal cittadino. Questo ha fatto sì che l’attività si stia sempre più spostando verso questo concetto di sicurezza urbana, con una polizia locale con competenze specifiche di sicurezza urbana. E mi riferisco ad attività come il contrasto allo spaccio, alla prostituzione, al degrado, all’emarginazione, all’occupazione abusiva di immobili pubblici e privati. L’ordine pubblico e la pubblica sicurezza sono competenza dello Stato, l’attività di sicurezza urbana e di presidio del territorio spetta a noi. E la nostra presenza, anche in periferia, è fondamentale per contrastare il senso di insicurezza che i cittadini percepiscono, nonostante Bolzano sia una città sicura, dove le forze dell’ordine fanno bene il loro lavoro».

Legge e buonsenso

Fare applicare le regole e riuscire valutare caso per caso è ancora possibile? «Dobbiamo essere consapevoli e tarare il buonsenso al caso concreto. Faccio un esempio: gettare un mozzicone di sigaretta a terra. Una persona magari si aspetterebbe solo una ramanzina, ma un comportamento simile, moltiplicato X volte, rappresenta un problema, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche di educazione civica. Ciò che un cittadino può interpretare come un’infrazione minore, insomma, per me non lo è affatto. In quel momento, non devo avere il buonsenso di tollerare situazioni ritenute minori. Poi – prosegue Piras – ci possono essere determinate eccezioni. Per quanto riguarda l’aspetto sanzionatorio, però, il nostro comportamento deve essere sempre ineccepibile, trasparente, coerente, educato e anche deciso, se necessario».

Botti di Capodanno e controlli

Alcuni lettori hanno segnalato all’Alto Adige l’assenza di controlli nella notte di Capodanno per fare rispettare il divieto di esplodere i botti, sottolineando come le esplosioni terrorizzino gli animali.

«Il 31 dicembre i botti ci sono stati, è innegabile», ammette Piras, «ma va detto che l’aspetto dell’accertamento della sanzione non aiuta. Mi spiego: l’acquisto e la detenzione non sono sanzionabili ed io, agente della municipale, devo trovare e identificare chi accende il fuoco pirotecnico, nell’esatto momento in cui lo sta facendo».

Questo rende particolarmente difficile accertare la sanzione e multare i trasgressori.

Reclutamento difficile

«In organico siamo 115, ma siamo alla ricerca di altre 15 persone, tra agenti e ispettori. Va detto che l’amministrazione comunale è estremamente attenta alle nostre esigenze e non ha mai fatto mancare concorsi per sostituire il personale andato in pensione, ma resta il problema del reclutamento. A breve ci sarà il terzo concorso per l’assunzione di una decina di agenti e di cinque ispettori, perché con il concorso precedente non siamo stati in grado di coprire i posti rimasti liberi. È un problema legato soprattutto ai requisiti richiesti: oltre al bilinguismo, infatti, ci sono profili diversi rispetto ad altre realtà, come quelle in Lombardia o in Veneto. Tutto questo rende il bacino di riferimento troppo esiguo. Da noi – rivela il comandante –, le donne sono circa il 20 per cento, si presentano sempre più numerose ai concorsi e sono molto valide».

Strumento non letale

Da tempo, la Polizia municipale di Bolzano ha in dotazione il “Bolawrap”, dispositivo di contenimento “da remoto”, consistente in un laccio in kevlar con due piccole ancora all’estremità, che viene lanciato verso le gambe o il tronco del soggetto con l’effetto di impedirne i movimenti per il tempo necessario ad un intervento in sicurezza da parte degli agenti. La sicurezza degli agenti, spiega Piras, «oltre a quella dei cittadini ovviamente, è fondamentale. Il Bolawrap è uno strumento in più, che reputo importante. Tutto ciò che viene a tutela dell’operatore e può contribuire a disinnescare una situazione di tensione è il benvenuto. Abbiamo fatto la sperimentazione, che si è conclusa, io ho espresso al sindaco la mia soddisfazione, il sindaco e la giunta hanno approvato questa dotazione e andremo a incrementarla nei prossimi mesi. È chiaro che ha un effetto deterrente, come lo spray al peperoncino. Il suo scopo è quello di aiutare gli agenti, già addestrati a gestire situazioni critiche, a fare in modo che nessuno si faccia male, nel momento in cui l’applicazione dei protocolli non dovesse dare i risultati sperati. È bene sottolineare che non si tratta di un’arma. In dotazione, al momento, abbiamo quattro apparecchi ».

Piazza Stazione e i punti caldi

«Siamo presenti anche lì – conclude Piras – per contrastare le attività di micro spaccio e micro consumo. Ma siamo attivi anche in altre zone della città, con un’attenzione particolare agli ambiti scolastici. Nelle scuole superiori abbiamo compiuto circa 300 segnalazioni per consumo di sostanze stupefacenti e diverse decine di segnalazioni per quel che riguarda lo spaccio».

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