BOLZANO. Sospetta overdose in via Resia. Un bolzanino di 58 anni è stato trovato senza vita all'interno della propria abitazione. A dare l'allarme alcuni vicini di casa, infastiditi da uno forte odore proveniente dalla casa della vittima. Quando la Polizia e i sanitari hanno spalancato la porta, è stato trovato il cadavere dell'uomo già in stato di decomposizione. Era così da giorni, se non settimane. A causare la morte, stando ai primi accertamenti, sarebbe stata un'overdose di stupefacenti. Gli inquirenti, dopo la macabra scoperta, hanno contattato il medico necroscopo. Sarebbe stata quindi disposta un'autopsia per risalire alle cause esatte, ma si segue la pista della droga. Nessuno si trovava in casa con il 58enne. Esclusi anche segni di violenza. Il decesso risalirebbe a quasi un mese fa.

L'ultimo eclatante caso di overdose in Alto Adige risale ad inizio aprile. Era morta una trentenne del Burgraviato, il cui corpo era stato ritrovato in un bed-and-breakfast della parte superiore dei Portici, a Merano. Nella stanza sottoposta alle verifiche della Scientifica erano stati sequestrati diversi farmaci: la giovane era seguita dai servizi sociali. Ci sono casi in cui, purtroppo, la mano tesa nei confronti di chi ha bisogno di aiuto non viene colta.

I numeri legati alla droga

«Notiamo una diminuzione dei decessi per overdose da eroina rispetto alla cocaina, per cui invece sono aumentate le prime visite e le richieste d'aiuto. Assieme alla marijuana è la droga più utilizzata, soprattutto dai giovani» spiega Bettina Meraner, primaria del Servizio dipendenze dell'Asl. Nel 2024 erano poco più di 800 le persone in cura da tossicodipendenze nelle strutture pubbliche dell'Alto Adige. Si parla prevalentemente di pazienti locali, ma anche di chi si trova qui per la stagione lavorativa e sta svolgendo il trattamento in un'altra Regione. Il servizio provinciale per le dipendenze (SerD) solo a Bolzano ha in cura 120 ragazzi sotto i 25 anni. «Le morte per overdose - dice Meraner - sono spesso legate ad un mix di sostanze o all'uso di cocaina in persone molto fragili, che magari hanno già altre patologie pregresse. Per l'eroina esiste un trattamento specifico, mentre per la cocaina non ci sono farmaci dedicati, ma si contengono gli effetti attraverso terapie psicologiche. È una sostanza, la cocaina, i cui effetti durano poco, e chi la consuma spesso ha un'irrefrenabile voglia di riassumerla. In più ha un costo contenuto». Diverso il discorso se si parla di dipendenza da oppiacei. In questo caso, se il paziente non viene subito preso in cura, la dipendenza diventa cronica e va trattata somministrando farmaci come il metadone. Allo stesso tempi i decessi sono molto più rari. La modalità di somministrazione più diffusa? Lo sniffo, per quanto riguarda la cocaina. «Dà una sensazione di forza - sottolinea Bettina Meraner - ma spesso sfocia nell'aggressività. Subentrano quindi problemi di sonno, di memoria e di concentrazione. Molte persone che si rivolgono a noi dicono di avere perso il controllo soprattutto per i problemi economici, famigliari e lavorativi che ne conseguono».

In carcere numeri shock

Quanti decessi si verificano ogni anno per overdose, è molto difficile da stabilire. In Italia si parla di una media di circa 300 decessi. «È un dato difficile da estrapolare, ma è contenuto. Oggi, rispetto agli anni '80, se ne parla di meno perché fortunatamente c'è stato un vistoso calo. E non esistevano questi trattamenti». C'è un dato interessante invece che emerge dalla nuova "Relazione al Parlamento" sull'uso delle droghe. In Italia, nel corso del 2024, le persone tossicodipendenti entrate in carcere sono state complessivamente 16.890, corrispondenti al 39% dei 43.489 ingressi totali. Per quanto riguarda il carcere di via Dante questo valore supera addirittura il 65%.