BOLZANO. Protestano i sindacati e con loro 300 lavoratori e pensionati si sono ritrovati davanti al palazzo del consiglio provinciale per chiedere l'abolizione dell'addizionale Irpef. Ma Durnwalder e Bizzo non cedono: «Non ci sono i soldi».
Il freddo pungente di ieri mattina non ha impedito la riuscita della manifestazione di protesta dei sindacati. Erano in 300 davanti al consiglio provinciale per chiedere l'esenzione dall'addizionale Irpef per chi ha redditi inferiori a 35 mila euro (la finanziaria prevede esenzioni per redditi fino a 12.500 euro o fino a 22.500 euro se c'è un figlio a carico). Tra le altre richieste anche lo sblocco dei contratti per i dipendenti pubblici e maggiori controlli per combattere l'evasione fiscale.
In mattinata i sindacati hanno prima incontrato i capigruppo: «Purtroppo - riferisce Michele Buonerba - sono con noi solo i partiti dell'opposizione, mentre il Pd e l'Svp, con l'eccezione di Pardeller, non appoggiano le nostre richieste».
Richieste che sono state ribadite dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil sul palco montato nella piazza antistante il consiglio provinciale. «Ridurre la pressione fiscale per i redditi fino a 35 mila euro, riaprire la contrattazione del pubblico impiego locale, aprire un tavolo di confronto sulla riduzione di personale già decisa in finanziaria», sono i tre punti chiave evidenziati dal segretario della Cgil Lorenzo Sola. Toni Serafini, segretario della Uil, calca la mano sull'evasione fiscale: «La Provincia ha tutte le competenze che servono per rafforzare i controlli. Se vogliamo pagare meno tasse, dobbiamo pagarle tutti». Anche Serafini sottolinea l'importanza di riprendere la trattativa sui contratti pubblici: «Non possiamo bloccare gli stipendi di 50 mila lavoratori». Argomenti ripresi anche da Michele Buonerba della Cisl: «L'esenzione decisa per l'addizionale Irpef è stata finanziata con l'aumento dell'Irap alle banche e questo significa che alla fine sarà pagata dai correntisti. Servono quindi delle misure più incisive e siamo convinti che la Provincia abbia abbastanza margine di manovra: pensiamo ad esempio alla spesa per incarichi e consulenze esterne». Deciso no anche ai tagli a sanità e welfare chiesti dall'economia.
I sindacati hanno incontrato l'assessore al bilancio Roberto Bizzo e poi anche il presidente della Provincia Luis Durnwalder. «Le posizioni restano distanti», spiegano Sola, Serafini e Buonerba al termine dell'incontro. Conferma Bizzo: «Non c'è più margine di manovra. I soldi a disposizione per l'esenzione dall'addizionale Irpef sono 8-9 milioni. Non possiamo aumentarli, al massimo possiamo decidere di ridistribuirli diversamente». Sul tavolo ci sono due proposte: quella inizialmente prevista dalla giunta (esenzione per i redditi fino a 15 mila euro, i sindacati propendono per questa ipotesi) e quella che è uscita invece dalla commissione legislativa (esenzione fino a 12.500 euro e per i contribuenti con figli a carico e reddito non superiore ai 22.500 euro). Nel primo caso i beneficiari sarebbero 92 mila, nel secondo 96 mila. Bizzo: «Ritengo questa proposta più equa, ma si può discutere».

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