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BOLZANO. Bolzano non ha la metro ma avrà la "ciclopolitana". Vuol dire pedalare su una rete di ciclabili esistenti (molte, oltre 52 chilometri) e ancora no (ma 10 in più solo quest'anno, 2018) con connessioni stradali in sicurezza, telecamere di controllo, colonnine sos, otto stazioni di bike sharing, 100 bici anche elettriche a disposizione, servizi info, luci intelligenti. Bisognerà solo spingere i pedali, ogni tanto... È il futuro? No, quasi l'oggi. «Tra poco faremo la gara d'appalto - dice Maria Laura Lorenzini - ma Bolzano ha già vinto il bando del ministero dell'ambiente. Vuol dire che lo Stato ci finanzierà il 60% su un totale di 993 mila euro di spesa per il progetto ciclopolitana. Bene, no?». Ma la città ha già pronta la sua risposta "domestica" all'offensiva delle 120mila auto che la investono, da nord a sud, ogni giorno. Senza attendere il ministero. E sono dieci nuove ciclabili, che l'assessora ha programmato tra oggi e i prossimi dieci mesi del 2018. Eccole: 1) via Cavour, molto richiesta da studenti e bambini, per 65mila euro; 2) via Santa Geltrude, parte bassa vicino alle scuole Einaudi, 225mila euro; 3) via Santa Geltrude-Castel Flavon, parte alta; 4) Ponte Adige, 250mila euro; 5) collegamento Salewa-Fercam, 90mila; 6) via Lancia; 7) Via Siemens; 8) rifacimento delle piste esistenti in Corso Libertà: necessario perchè in concomitanza con la risistemazione complessiva dell'area per la costruzione di park Vittoria; 9) piste in via Roma per mettere in sicurezza un esistente ancora a rischio, dopo molte sollecitazioni per 550mila euro; 10) via Marconi, per 150mila euro.
Nel 2019 invece: 1) via Merano, con il via agli espropri e, entro l'anno, l'avio della gara d'appalto, con una spesa finale di un milione e 300mila euro; 2) ciclabile e ponte pedociclabile presso lo stabilimento Mila. Infine altre due realizzazioni programmate ma non ancora messe in agenda: la ciclabile di via Fago, che nasce in una cornice di forte richiesta di sicurezza da parte anche degli studenti e delle famiglie e che necessita di un ridisegno di tutto l'impianto della via; infine via della Zecca.
Come si può notare c'è stata una evidente accelerazione progettuale su quadranti urbani non necessariamente centrali. Ed è strategico che, all'interno di questa pianificazione più "periferica", vi sia un focus particolare su Bolzano sud. «È uno dei modi più sostenibili per agire contro l'inquinamento - osserva Maria Laura Lorenzini - perché anche costruendo nuovi assi stradali non è detto che diminuisca in termini assoluti. Dunque, visto che Bolzano ha già una lunga tradizione di mobilità a due ruote, ecco che anche la Zona potrà essere maggiormente raggiungibile». La tendenza non nasce solo da una scelta "ideologica". Parte da una constatazione statistica: almeno il 35% di chi reca al lavoro a Bolzano sud lo fa in bici. Ma anche da una sollecitazione degli operatori: gli industriali, ad esempio, hanno a lungo richiesto collegamenti ciclabili su precisa domanda dei propri collaboratori. La bici, accanto alle possibili nuove stazioni del treno e al potenziamento del trasporto pubblico, sono dunque i tre cardini della futura mobilità urbana. Ovunque, non solo in centro: ecco la novità. E quest'anno sarà un 2018 molto intenso. Dieci nuove piste, compreso il profondo rinnovamento e riqualificazione di due importanti assi come Corso Libertà e via Roma, sono un grande investimento. Il fatto che l'impegno finanziario sia (anche) dirottato dalla strada alla ciclo-strada significa che Bolzano la sua scelta sostenibile la persegue pur in una fase di grande pressione di traffico. Una scommessa. Ma che si basa anche su un evidente comune sentire.
Nel 2019 invece: 1) via Merano, con il via agli espropri e, entro l'anno, l'avio della gara d'appalto, con una spesa finale di un milione e 300mila euro; 2) ciclabile e ponte pedociclabile presso lo stabilimento Mila. Infine altre due realizzazioni programmate ma non ancora messe in agenda: la ciclabile di via Fago, che nasce in una cornice di forte richiesta di sicurezza da parte anche degli studenti e delle famiglie e che necessita di un ridisegno di tutto l'impianto della via; infine via della Zecca.
Come si può notare c'è stata una evidente accelerazione progettuale su quadranti urbani non necessariamente centrali. Ed è strategico che, all'interno di questa pianificazione più "periferica", vi sia un focus particolare su Bolzano sud. «È uno dei modi più sostenibili per agire contro l'inquinamento - osserva Maria Laura Lorenzini - perché anche costruendo nuovi assi stradali non è detto che diminuisca in termini assoluti. Dunque, visto che Bolzano ha già una lunga tradizione di mobilità a due ruote, ecco che anche la Zona potrà essere maggiormente raggiungibile». La tendenza non nasce solo da una scelta "ideologica". Parte da una constatazione statistica: almeno il 35% di chi reca al lavoro a Bolzano sud lo fa in bici. Ma anche da una sollecitazione degli operatori: gli industriali, ad esempio, hanno a lungo richiesto collegamenti ciclabili su precisa domanda dei propri collaboratori. La bici, accanto alle possibili nuove stazioni del treno e al potenziamento del trasporto pubblico, sono dunque i tre cardini della futura mobilità urbana. Ovunque, non solo in centro: ecco la novità. E quest'anno sarà un 2018 molto intenso. Dieci nuove piste, compreso il profondo rinnovamento e riqualificazione di due importanti assi come Corso Libertà e via Roma, sono un grande investimento. Il fatto che l'impegno finanziario sia (anche) dirottato dalla strada alla ciclo-strada significa che Bolzano la sua scelta sostenibile la persegue pur in una fase di grande pressione di traffico. Una scommessa. Ma che si basa anche su un evidente comune sentire.


