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BOLZANO. È il sole a fare la differenza nei giorni a cavallo di ferragosto. Se splende, le aperture dei negozi nei festivi pare proprio che servano a poco. Se invece non c’è, la città si affolla all’inverosimile. Una rara giornata di sole quella di Ferragosto, della quale tutti, bolzanini e turisti, hanno prontamente approfittato per trascorrere la festività in montagna, al lago o in piscina in compagnia della famiglia.
Una fortuna per chi ha potuto godere della bella giornata all’aria aperta, ma un danno per tutte quelle catene che hanno deciso di tenere aperto pure il 15 agosto, nonostante gli appelli di vescovo e sindacati. Martedì l'insistente pioggia dell'ultimo periodo ha deciso di concedere una tregua, determinando una pronta fuga dalla città: le strade del centro erano semi deserte, e a poco è valso il fatto che alcuni negozi dei grandi marchi come Mango, Zara eccetera fossero rimasti aperti tutto il giorno. Locali e non hanno approfittato di bel tempo e ferie per riversarsi fra le tante località di montagna della regione e, anche chi ha invece preferito rimanere in città, ha optato per una rinfrescante gita al lido.
«I negozi sono rimasti per lo più vuoti, e non si sono registrate grandi vendite», così il vicepresidente dell'Unione Dado Duzzi, che conclude definendolo «un ferragosto di normale follia». Buona affluenza invece al lido, che per l'occasione aveva preparato anche una speciale anguriata, accompagnata da bibite fresche, sangria e musica per festeggiare. Sono accorsi in 2200. Affluenza nella media anche per i musei provinciali rimasti aperti durante il ponte: il museo Civico è stato animato di sera dall'eccezionale concerto organizzato da Musica Antiqua, che ha visto uno dei più grandi organisti d'Europa, Sven Ingvart Mikkelsen, dare nuova vita ad un antico organo Junkhans risalente al 1699. Anche per il Museion è stata una giornata piuttosto buona, con una media di circa 100 visitatori, anche se, chiarisce l'addetta alle relazioni esterne Caterina Longo, non si è raggiunto il picco di 250 persone dello scorso venerdì: «Un ruolo fondamentale, non l'unico ma di certo molto importante, lo gioca il meteo, che determina come la gente decida di occupare le proprie giornate. Quando piove si va più volentieri in giro per negozi o a visitare le mostre, mentre è chiaro che con il sole molti preferiscono restare all’aria aperta».
A conferma di ciò, nella giornata di ieri il sole è stato nuovamente oscurato dal solito plumbeo ammasso di nuvole, ormai familiare a chi sta trascorrendo l'estate a Bolzano. E prontamente la città è stata invasa dai turisti ridiscesi dalle montagne. Visto l'alto rischio di pioggia, hanno appunto preferito riversarsi per le strade del centro per trascorrere una giornata all'insegna dello shopping. Subito la città è stata cristallizzata dal traffico, altro grande topos dell’estate bolzanina, e i negozi si sono ritrovati gremiti di smaniosi clienti: il giorno extra di apertura di alcuni non ha determinato dunque grandi differenze di incassi con quelli che, come Buratti o altri, hanno invece preferito lasciare a riposo i propri dipendenti. Il quadro generale sembrerebbe quindi deporre a favore di coloro che ancora si appellano alla sacralità delle giornate festive, ma porta anche a riflettere su come un'acquazzone in più avrebbe rovesciato nettamente la situazione, a dimostrazione di come nonostante tutto i capricci umani restino in balia di quelli del tempo.


